di Massimo Colonna
Inquinamento del quadro probatorio e reiterazione del reato. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il giudice per le indagini preliminari Simona Tordelli a respingere le richieste degli avvocati di Angela Cioce, la colf della famiglia Moracci arrestata nell’ambito delle indagini sulla rapina finita nel sangue del 28 aprile scorso. Emidio Gubbiotti e Sara Giovannelli, i legali della donna, avevano presentato istanza nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia della donna, avvenuto nel carcere di Terni.
La decisione Il gip Tordelli così ha respinto la richiesta della difesa sostenendo il rischio di «inquinamento delle prove» e la «reiterazione del reato». In particolare, per quanto riguarda il primo punto, l’inquinamento delle prove potrebbe verificarsi nel caso in cui la donna potrebbe venire «a contatto con le parti offese o le vittime», visto il tipo di lavoro. Per la reiterazione del reato, secondo il giudice esiste la possibilità «per trarre mezzi per la propria sopravvivenza».
Niente Riesame Nelle motivazioni del gip «non sono state comprovate e dimostrate le attività lavorative specifiche per le quali si richiede una possibilità di uscita dal regime dei domiciliari», come richiesto dai legali. Nel documento inoltre il gip «invita i figli maggiorenni ad adoperarsi per il sostentamento loro e della madre». La difesa della 48enne non presenterà ulteriori istanze al tribunale del Riesame.
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