Insulti razziali, botte e c’è chi ne approfitta per rubare uno smartphone. E’ successo in un bar vicino alla stazione ferroviaria di Terni. Alla fine interviene la polizia, che arresta un macedone.
La lite L’episodio è avvenuto lunedì pomeriggio. In un bar vicino alla stazione è in corso una lite. Un equipaggio della squadra volante della questura vede quello che sta accadendo e interviene. All’avvicinarsi degli agenti quasi tutte le persone coinvolte nella lite (per lo più extracomunitarie) si danno alla fuga.
Gli insulti razziali Tra quelle bloccate dai poliziotti vengono identificati un cittadino eritreo, B.A., 23 anni, mediatore interculturale, e un cittadino albanese, G.B. 38 anni, imprenditore edile. Gli altri presenti indicano loro due quali responsabili dell’inizio del parapiglia. In particolare l’albanese avrebbe offeso l’eritreo apostrofandolo come «sporco negro». Non c’è bisogno di molti riscontri, visto che G.B. continua a insultare e minacciare di morte l’eritreo anche alla presenza degli agenti, che con non poca difficoltà riescono alla fine a riportare la calma tra i protagonisti della lite.
La rapina del telefonino A quel punto il giovane eritreo indica un uomo che, approfittando della confusione, lo aveva rapinato del suo smartphone. Si tratta di un cittadino macedone, J.A. di 42 anni, imbianchino. Mentre l’albanese e l’eritreo erano in piena colluttazione, J.A. afferra il giovane africano per un braccio, torcendoglielo violentemente e costringendo così il giovane a mollare il telefonino che stringeva in mano. L’uomo ha effettivamente in tasca il cellulare appena sottratto e, per questo, i poliziotti lo arrestano per rapina.
La denuncia G.B. viene denunciato in stato di libertà per lesioni personali, minaccia e, in considerazione del tenore degli insulti rivolti al giovane eritreo, anche per violazione della legge sulle discriminazioni razziali (D.L. 122/93). L’aggredito, viene quindi visitato dai sanitari del pronto soccorso che gli riscontrano lesioni ed escoriazioni guaribili in 25 giorni. Il cittadino macedone, che è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della questura, sarà giudicato con rito direttissimo dal Tribunale di Terni.

