Ha dato un incarico ad un professionista senza che questo ne avesse i titoli. Più nello specifico, lo ha assunto per fare il data manager delle ricerche sanitarie senza però che il professionista avesse la laurea necessaria. Non che non fosse laureato in medicina, lo era. Solo che il dottore si era laureato in Russia e non la laurea non era equipollente a quella italiana.
Citazione E’ per questo che il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni è stato citato dalla Corte dei conti per un danno erariale di 15mila euro. Quello che però sembra essere l’elemento destinato a segnare le sorti del processo davanti alla giustizia contabile, è quello che ha detto il suo avvocato: e cioè che quei 15mila euro erogati al professore erano stati sborsati dall’azienda farmaceutica che ha patrocinato la ricerca e non dall’azienda ospedaliera, e quindi dalle casse pubbliche.
L’accusa Il procuratore generale Antonio Giuseppone però nel suo intervento è stato altrettanto incisivo spiegando che quel concorso era bandito dall’azienda ospedaliera di Terni, e quindi da un ente pubblico. Ed era lo stesso bando a prevedere che il prescelto avesse la laurea in medicina. Quindi, è colpa dell’allora direttore generale Gianni Giovannini che gli afficò l’incarico, nonostante non avesse una laurea equipollente. E che non era equipollente, ha attaccato il procuratore, lo dimostra il fatto che in seguito il medico sostenne altri esami all’università di Perugia e scrisse una tesi di laurea. Come normalmente accade, la corte renderà nota la sua decisione prossimamente.
