di M. To.

Lei, quando – nel 2002 – il mostro le mise addosso gli artigli, aveva 12 anni. Lui ne aveva 48 ed era, banalmente, un amico di famiglia, sposato e con figli, che era solito fare dei lavoretti in casa e che la portava spesso a pescare.

Il mostro in casa Anche i genitori della piccola erano tranquilli e gliela affidavano spesso, a volte anche con il fratellino. Non sapevano dei complimenti, dei regalini, di tutta l’attenzione riversata su di lei per guadagnarsi la sua fiducia. Ma soprattutto non sapevano dei giornali porno che le faceva guardare, delle molestie e, degli abusi, ripetuti per molto tempo, che la bambina aveva subito.

La denuncia Lei aveva taciuto a lungo, per vergogna, ma poi, non riuscendo più a tenere il segreto, aveva deciso di scrivere una lettera, dove raccontava nei dettagli tutto quello che l’uomo le aveva fatto. L’ha fatta leggere al padre, che disperato l’aveva portata in questura.

In carcere La squadra mobile aveva avviato una delicata indagine, sfociata in una condanna nel 2008, nei confronti della quale l’uomo aveva fatto ricorso, perdendolo. Mercoledi, finalmente, la Polizia è andata a prenderlo, a casa del figlio, dove viveva da un po’ e l’ha portato in carcere. L’uomo, un 59enne ternano, pensionato e con precedenti per furto, dovrà scontare 4 anni e 6 mesi di carcere. Per la ragazza costretta a crescere troppo in fretta, la pena sarà purtroppo molto più lunga.

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