di Massimo Colonna
«Appalti frazionati artatamente». Questa in estrema sintesi l’accusa ribadita dal pm Iannella nell’ambito del procedimento sul caso percolato, che riguarda venti amministratori pubblici a Terni tra cui anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo, presente in aula così come altri esponenti della giunta. Mercoledì al terzo piano del tribunale di Terni nuova udienza con il gup Federico Bona Galvagno che ha fissato al 10 maggio il giorno per ascoltare le difese e decidere poi in merito alle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla procura.
L’udienza Nell’ultima udienza, iniziata alle 9.30 e terminata nel pomeriggio, ha preso la parola il pubblico ministero che sta portando avanti l’accusa, Raffaele Iannella, il quale in una requisitoria durata circa un’ora ha ricostruito gli elementi che secondo il suo ufficio valgono per la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei venti coinvolti, che devono rispondere di turbativa d’asta. Il pm ha sostanzialmente ribadito le accuse note, ossia che gli appalti per la gestione del percolato alla discarica di Valle sarebbero stati «frazionati artatamente». Accusa sempre respinta dalle difese dei consiglieri, assessori e dirigenti comunali coinvolti. Al termine dell’udienza è stata respinta la richiesta dell’associazione Codici di costituirsi parte civile ed è stata fissata al 10 maggio la nuova seduta, quando a parlare saranno proprio gli avvocati difensori.
La vicenda Nel mirino degli inquirenti, che hanno lavorato anche con l’appoggio della guardia di finanza, oltre cinquanta tra determine dirigenziali e delibere di giunta con cui si sarebbe proceduto all’assegnazione dei lavori di smaltimento per la discarica di Villa Valle. Sulle pratiche adottate o votate, che si muovono in un periodo compreso tra il 2011 e il 2015, viene sostanzialmente contestata la mancata pubblicazione di gare ad evidenza pubblica, procedura che secondo la procura di Terni sarebbe stata aggirata attraverso il frazionamento degli appalti, così da poter assegnare direttamente i lavori.
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