Avrebbe ammesso al gip il suo coinvolgimento in due dei tre colpi che gli vengono contestati dalla procura, la guardia giurata di 54 anni arrestata venerdì scorso con l’accusa di essere il basista della presunta banda di rapinatori scoperta dai carabinieri di Terni. L’uomo è stato infatti sottoposto martedì all’interrogatorio di garanzia da parte del giudice Pierluigi Panariello. In particolare il vigilante avrebbe ammesso di avere fornito informazioni, grazie alla sua professione, ai complici per compiere la rapina a un portavalori avvenuta il 12 gennaio scorso in strada di Camminata, a Terni. Lo stesso avrebbe fatto nell’ambito del colpo compiuto mercoledì scorso alla Icm di Orvieto, mentre un altro portavalori stava prelevando gli incassi dell’azienda.
Le ammissioni L’uomo avrebbe inoltre ammesso anche il suo coinvolgimento in altre due rapine avvenute recentemente, sempre a Terni, al Monte dei Paschi di Siena (gli episodi non sono però contestati nell’ordinanza di custodia cautelare). Respinta dalla guardia giurata, invece, l’accusa di avere prestato il suo aiuto nel tentativo di rapina avvenuto il 23 marzo alla Carit di via Brodolini. Nei prossimi giorni potrebbe essere nuovamente ascoltato dal pm che conduce l’inchiesta, Raffaella Gammarota. Al momento il difensore del cinquantaquattrenne, l’avvocato Luigi Fiocchi, non ha presentato alcuna istanza.

