Quando lo hanno arrestato in casa stava per assumere la cocaina che aveva preparato sul tavolo, forse nemmeno consapevole di quanto gli stesse per accadere. Gli agenti della squadra volante della questura di Terni hanno messo fine a quattordici anni di sofferenze per due genitori alle prese con le minacce del proprio figlio, un 28enne da anni con problemi di tossicodipendenza. Giovedì pomeriggio l’ultimo episodio di una serie di violenze, sfociate ora nell’arrivo della polizia.
L’ultimo caso Giovedì pomeriggio la squadra volante, diretta dal vicequestore aggiunto Giuseppe Taschetti, ha fatto scattare le manette ai polsi di un 28enne ternano, tossicodipendente ed alcolista. L’accusa è di maltrattamenti ai genitori. Secondo quanto ricostruito le violenze, consistite in aggressioni verbali e fisiche, danneggiamenti in casa, minacce di morte, condotte tutte finalizzate a procurarsi continuamente denaro per procurarsi cocaina, andavano avanti da circa 14 anni.
Barricati in camera A tal punto che i genitori, oltre a dover affrontare una situazione economica sempre più complicata, erano costretti a chiudere la porta della camera da letto con dei grossi catenacci per poter dormire senza correre il rischio di essere aggrediti nel sonno dal figlio, il quale in una occasione aveva sfondato la porta perché trovata chiusa a chiave.
Il percorso di recupero Inutile si era rivelato un percorso di recupero dalla tossicodipendenza al quale si era sottoposto il giovane quattro anni prima. Recentemente poi, dopo essersi dichiarato disponibile ad un altro ricovero in comunità, si era poi rifiutato di entrare il giorno fissato per l’ingresso. Giovedì il padre, aggredito per l’ennesima volta, dopo essere stato minacciato di morte e spaventato per aver divelto il piano di marmo della cucina, è riuscito a scendere in strada solo dopo aver dato al figlio 10 euro, avvertendo il 113. Al momento dell’arrivo degli agenti il ragazzo stava per assumere della cocaina che aveva già preparato sul tavolo. Per questo è stato anche segnalato alla prefettura come assuntore di stupefacenti. Sul caso lavora il pubblico ministero Marco Stramaglia.
