di M.T.
Aveva reagito d’istinto, il professor Angelo Vescovi, che dirige il Centro europeo di ricerca sulle cellule staminali di Terni, al ritrovamento di un feto umano in una cella frigorifera del Dipartimento di biotecnologie e bioscienze all’università Bicocca, a Milano: «Potrebbe essere un sabotaggio
contro le nostre ricerche sulla Sla», aveva detto subito. Ed aveva anche detto che il sabotaggio potrebbe essere stato opera di «gruppi estremisti ideologicamente orientati».
La convocazione Affermazioni che hanno fatto suonare più di un campanello di allarme, tanto che chi sta indagando sulla macabra scoperta hanno chiesto al professor Vescovi di mettere a verbale le proprie ipotesi: il procuratore aggiunto Alberto Nobili, che coordina le indagini condotte dal pm Maria Teresa Latella – il fascicolo, al momento, non contiene ipotesi di reato o indagati – ha convocato lo scienziato per giovedì mattina.
Le analisi Stando alle prime analisi svolte sul feto, l’aborto sarebbe terapeutico e dalla perizia necroscopica ci si aspettano riscontri importanti: la conferma che si tratti di un feto di circa quattro mesi, l’etnia della madre,
le cause che possono aver provocato l’intervento e se sul feto siano stati effettuati trattamenti clinici finalizzati al prelievo di cellule staminali».
