di Fabio Toni

Dramma nella notte a Terni: un uomo – Franco Sorgenti, 66 anni – ha aggredito la moglie Laura Livi (36) a colpi di coltello all’interno dell’appartamento familiare, al sesto piano del palazzo di via Gramsci 22. La donna è morta in seguito alle gravi ferite riportate all’addome.

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La ricostruzione Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Terni, alla base della tragedia – avvenuta intorno alle 1 e 30 di martedì notte – ci sarebbe «un raptus dell’uomo, scatenato da un litigio avuto con la compagna per motivi passionali». Laura Livi è stata colpita più volte all’addome – almeno sette – con un coltello da cucina di grosse dimensioni, poi sequestrato dagli inquirenti.

In carcere Dopo aver ucciso la moglie, l’uomo, in stato confusionale, è salito in auto e ha raggiunto il carcere dove si è consegnato agli agenti di turno. Di fronte al suo racconto, quest’ultimi hanno avvertito i carabinieri che hanno verificato l’accaduto. Sul posto si è portata immediatamente una pattuglia del nucleo radiomobile: dopo aver aperto la porta dell’appartamento, i militari hanno trovato il corpo della donna riverso a terra in cucina e ormai senza vita.

Dramma Da quanto appreso, nell’abitazione, al momento del grave fatto di sangue, erano presenti anche le figlie della coppia – di 2 e 7 anni – chiuse dal padre nella stanza dove stavano dormendo. Per evitare traumi, le piccole sono state affidate ai nonni materni.

Interrogato La dinamica dei fatti, in base alle prime testimonianze raccolte ed ai rilievi tecnici effettuati dal personale specializzato, risulta piuttosto chiara. L’omicida è stato ascoltato dagli inquirenti, alla presenza del sostituto procuratore Camilla Coraggio. «Nelle prossime ore – spiegano dal comando carabinieri di Terni – verrà emesso un provvedimento di fermo dell’uomo per il reato di omicidio e la sua traduzione presso il carcere di Terni».

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Rapporto controverso Il legame fra Franco Sorgenti e Laura Livi non era mai stato visto di buon occhio dai familiari della giovane, anche e soprattutto in ragione della forte differenza di età. L’uomo si era lasciato da tempo alle spalle un altro matrimonio, anche in quel caso con due figli, concluso con il divorzio.

Storie diverse Franco Sorgenti è un ex dipendente delle acciaierie ternane – ha lavorato in fabbrica fino a quando non è andato in pensione – mentre Laura Livi svolgeva l’attività di consulente legale per conto della Telematica Italia, società di servizi alle imprese con sede a Terni.

Autopsia L’uomo, difeso dall’avvocato Enrico De Luca, verrà ascoltato nuovamente nei prossimi giorni dal gip Simona Tordelli, alla presenza del pm titolare dell’indagine, la dottoressa Camilla Coraggio. Giovedì mattina verrà conferito l’incarico al dottor Luigi Carlini, il medico legale che dovrà effettuare l’autopsia sul corpo della vittima. L’esame è previsto per la stessa giornata.

«Uccisa solo perché donna» Sulla tragedia di via Gramsci è intervenuta in maniera netta anche la presidente della regione, Catiuscia Marini: «Ancora una volta – afferma – una donna uccisa in casa dal marito, ancora un altro femminicidio. Laura ha subito la rabbia, la violenza fino alla morte, dalla mano di un uomo, marito e compagno, che avrebbe dovuto rispettarla, proteggerla, sostenerla nel compito di madre. Laura è stata uccisa soltanto perché donna». Sul fronte delle misure legislative, la presidente dell’Umbria si augura che «il consiglio regionale possa approvare il disegno di legge per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini, che ci permetterà anche di tutelare e difendere le vittime di violenza, ma soprattutto continuare a mettere in campo la rete dei servizi necessaria a produrre quei cambiamenti culturali e sociali indispensabili».

«Atto barbaro» L’assessore alle pari opportunità del Comune di Terni,  Daniela Tedeschi parla di «un femminicidio che va respinto in maniera assoluta, anche nel versante culturale, quello della sopraffazione di una persona fisicamente più debole. Non ci può essere alcuna giustificazione di fronte a un gesto così barbaro e definitivo. Esprimiamo dolore e rammarico per questa vita stroncata, per questa mamma strappata alle sue figlie». I servizi sociale del Comune, dice il vicesindaco con delega al Welfare Francesca Malafoglia, «sono allertati già dal diffondersi delle prime notizie per offrire eventuale assistenza e tutela ai minori loro malgrado coinvolti in questa vicenda così dura e così coinvolgente per tutta la città. Al momento l’assistenza dei servizi non è stata richiesta, in quanto si prospetta l’intervento dei parenti della donna uccisa, ma il Comune rimane a disposizione ed esprime vicinanza ai familiari della vittima e ai suoi due bambini».

Non un caso isolato Come servizi sociali, dice ancora Malafoglia, «abbiamo ben presente i drammi legati alla violenza e alla sopraffazione delle donne. Esistono apposite procedure per offrire sicurezza e aiuto. Anche in queste ore i servizi sociali si stanno occupando del trasferimento fuori regione di una donna e dei suoi figli minacciati dal convivente. Occorre segnalare senza alcuna remora situazioni di violenza, sopraffazione e disagio. Occorre lavoro e collaborazione per evitare tragedie che costituiscono delle autentiche ferite al tessuto sociale e culturale della città. In Umbria i centri antiviolenza e le strutture di supporto sono una realtà esistente che va utilizzata nell’ottica della prevenzione e della tutela delle donne».

La reazione «La morte di Laura non è un lutto privato – si legge in una nota diffusa dalle donne del Pd di Terni -. E non è una violenza qualunque quella che questa notte l’ha uccisa. Così come è stato per Franca o Giuseppa e per le tante donne che ogni giorno vengono uccise per femminicidio. Si deve e si può dire basta ad una cultura maschile di dominio e di violenza di genere che colpisce le donne tutte le donne, la loro libertà, la loro autonomia. E colpisce la coscienza di un’intera città che ancora una volta deve fare i conti con una tragedia terribile verso una donna, ancora una volta fra le mura domestiche».

Spi-Cgil Il coordinamento donne del sindacato esprime «profondo cordoglio per la vicenda che ha visto un’altra donna, moglie e madre di due figli piccoli, morire per mano del marito. Siamo vicini alla famiglia della giovane vittima – affermano le rappresentanti dello Spi-Cgil di Terni – e crediamo che, al di là delle parole, sia necessaria una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso il vergognoso fenomeno del femminicidio. In questo senso, i centri antiviolenza costituiscono una risorsa che va incrementata e sostenuta».

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