di F.T.
Spetterà al gip Simona Tordelli, il prossimo 1° aprile, decidere chi di loro dovrà difendersi nell’eventuale processo. Il punto di vista della procura di Terni è comunque chiaro, tanto che mercoledì mattina il pm Raffaele Pesiri ha chiesto il rinvio a giudizio per le 65 persone coinvolte nella maxi indagine sui ‘falsi ricoveri’ negli ospedali di Narni e Amelia, un’indagine emersa nel 2012 e condotta dai Nas di Perugia su tutto il territorio regionale,
Le accuse Fra gli indagati figurano soprattutto pazienti ma anche medici, infermieri e ausiliari dei due nosocomi del Ternano. Le accuse parlano di truffa e falso ideologico, con quest’ultima ipotesi relativa solo ad otto fra dirigenti e responsabili medici.
Il meccanismo Attraverso l’indagine, basata sull’esame approfondito di oltre 2.500 prestazioni mediche, con irregolarità rilevate in circa 250 casi, i Nas di Perugia avevano portato alla luce il meccanismo basato su ricoveri fittizi, per i dipendenti Asl direttamente interessati ma anche parenti e amici. Ricoveri sulla carta, con le relative attestazioni che sarebbero servite ad accedere a tutta una serie di esami (per la maggior parte analisi del sangue) senza dover pagare ticket né sottostare ai tempi delle normali liste di attesa.
La richiesta Mercoledì mattina il pm Raffaele Pesiri, al termine della requisitoria, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati, ad eccezione di una posizione che è stata stralciata per ragioni tecniche e su cui si deciderà a parte.
La difesa In aula, i legali difensori intervenuti hanno ribadito la totale estraneità dei propri assistiti rispetto alle contestazioni mosse dalla procura, chiedendo il ‘non luogo a procedere’ rispetto a «fatti che non si sono verificati e che non avrebbero comunque alcuna rilevanza penale, stante i modesti importi, in molti casi già liquidati». Le arringhe verranno concluse nella prossima udienza del 1° aprile 2015, con il gup che dovrà decidere sugli eventuali rinvii a giudizio.
Usl parte civile Nel procedimento l’azienda sanitaria Umbria2 (ex Asl4) figura come parte civile. Il legale che la rappresenta ha aderito alle richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm Pesiri, ricordando come l’azienda abbia collaborato con i Nas in fase di indagine, attivando poi i procedimenti disciplinari previsti in questi casi.
