di Fabio Toni
Tre prelievi all’interno della galleria e un sopralluogo nella discarica soprastante. È durata poco più di un’ora la perizia che l’ingegner Luigi Boeri e il suo staff hanno eseguito martedì mattina nell’area del tunnel Tescino. L’accertamento disposto dalla procura di Terni, dovrà – fra le altre cose – accertare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti nell’acqua che filtra dalle pareti della galleria.
I prelievi La mattinata si è aperta in procura, con l’affidamento formale dell’incarico al consulente, fra i più noti in Italia in ambito ambientale e di sicurezza sul lavoro. L’ingegner Boeri, accompagnato da un gruppo di collaboratori, ha raggiunto l’area della galleria intorno alle 10 e 30. Tre i prelievi di acqua effettuati in altrettanti punti del tunnel. Durante l’operazione, per ragioni di sicurezza, il traffico è stato limitato a una sola corsia.
Il sopralluogo Successivamente il gruppo di lavoro si è trasferito nell’area della discarica Ast che si trova, in linea d’aria, proprio sopra il tratto della Terni-Rieti. Al termine, il perito ha raggiunto il comando provinciale del corpo forestale dello Stato per procedere con l’etichettatura dei vari recipienti e le formalità previste in questi casi. L’esito delle analisi dovrà essere depositato entro 60 giorni, ma il tutto potrebbe essere completato prima del termine fissato. All’accertamento hanno preso parte anche i consulenti del dirigente Ast indagato. Assenti, invece, i legali dei due dirigenti Anas finiti nell’indagine avviata dal sostituto procuratore Elisabetta Massini. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile e che potrebbe preludere a un primo braccio di ferro fra le parti, rappresentato – questa l’ipotesi – dalla richiesta di incidente probatorio da parte delle difese.
Incidente probatorio? L’eventuale istanza dovrà essere valutata dal gip. Se accolta, si dovrà procedere con la nomina di un consulente tecnico d’ufficio che svolgerà la perizia alla presenza delle parti. L’esito andrebbe a costituire una prova ‘anticipata’, acquisita cioè prima dell’eventuale dibattimento. Contemporaneamente il gip dovrà decidere se la perizia dell’ingegner Boeri, avviata in fase di indagini preliminari, potrà proseguire o meno. In questo secondo caso, il pubblico ministero potrebbe emettere un decreto per permettere al consulente di completare il suo lavoro.
Botta e risposta Sulla questione-discarica, non è passato inosservato l’intervento di Acciai Speciali Terni che aveva sottolineato come il sito di vocabolo Valle sia in possesso «di tutti i presidi ambientali previsti» e venga utilizzato «nel rispetto delle norme e della connessa autorizzazione». Rispetto allo smaltimento delle scorie derivanti dalla produzione di inossidabile, l’azienda aveva ricordato i contenuti del ‘Bref’ dell’unione europea (il documento di riferimento sulle migliori tecniche disponibili), in particolare il passaggio in cui le scorie vengono definite «generalmente meno adatte al riutilizzo» e se ne consiglia «lo smaltimento in discarica».
Replica Una lettura che non è andata giù a Wwf e Italia Nostra: «Il documento audacemente citato da Ast – spiegano – è vecchio e superato dal report del maggio 2012 in cui Federacciai, e non le associazioni ambientaliste, promuove il riutilizzo delle scorie. E Ast-Tk, associata Federacciai, non può non conoscere questo studio in cui si afferma che i materiali che originano dai processi di produzione dell’acciaio, se opportunamente gestiti, rappresentano un’ottima risorsa sostitutiva o complementare dei prodotti derivanti dalle risorse naturali». E si citano anche gli utilizzi possibili: dalla realizzazione di conglomerati bituminosi, cementizi e alla produzione di cemento. Infine gli inviti, espliciti, rivolti all’azienda («Abbandoni il proposito di estendere una discarica già fonte di gravi criticità, ma investa nella filiera del recupero») e alle istituzioni locali («recedano da facili quanto improbabili autorizzazioni all’ampliamento»).
