di F.T.
Una vita d’inferno, segnata da violenze fisiche e psicologiche. Neppure il divorzio era servito a mettere fine agli abusi. Lui, il marito, aveva continuato a vivere sotto il tetto coniugale. Come se nulla fosse e, anzi, tenendo sotto scacco l’ex moglie con minacce, percosse e anche episodi di violenza sessuale.
Accuse Imputato è I.I., 59enne di origini rumene residente a Terni. L’uomo è difeso dall’avvocato Silvia Bartollini. Secondo l’accusa avrebbe costretto l’ex moglie ad accoglierlo in casa, nonostante la sentenza di divorzio emessa dalle autorità rumene nel 2009. Uno status conquistato attraverso brutalità, percosse, offese e minacce di morte andate avanti per oltre due anni. Una vita da segregata in casa: l’uomo non accettava neppure che uscisse e quelle rare volte, la seguiva negli spostamenti per far sentire ancora di più la sua presenza opprimente e ossessiva.
Violenza Accuse pesanti, a cui si aggiungono le violenze sessuali. Per gli inquirenti, il 59enne avrebbe in più occasioni «bloccato e scaraventato l’ex moglie sul materasso, costringendola a subire abusi sessuali nonostante le suppliche di quest’ultima». Nel corso dell’udienza di martedì mattina, davanti al tribunale in composizione collegiale, è stata ascoltata una testimone, cognata della vittima. Al termine i giudici hanno disposto l’accompagnamento coattivo di quest’ultima, assente in aula, per ascoltare la sua versione dei fatti. L’udienza è stata così aggiornata al prossimo 17 giugno.
