Guardia di finanza in azione

di Iv. Por.

Maxi operazione della guardia di finanza di Terni e della Direzione territoriale del lavoro in cui sono stati scoperti 162 lavoratori in nero e 597 lavoratori irregolari nell’ambito di alcune cooperative sociali operanti in città.

Badanti immigrate Secondo quanto raccolto da Umbria24 si tratta formalmente di tre coop ma di fatto facenti capo a un’unica cooperativa che intermedia per fornire badanti, perlopiù immigrate, ad anziani e malati. Tre cooperative sotto i riflettori da tempo, tanto che Confcooperative non aveva rinnovato loro l’affiliazione per il 2012.

I numeri In totale le indagini hanno portato a scoprire: 597 lavoratori irregolari e 162 lavoratori in nero. Evasione: individuati 484.506 euro di elementi positivi di reddito non dichiarati; 85.587 di ricavi non confluiti nella contabilità ufficiale; 28.724 di Iva non versata; 526.671 di ritenute fiscali a titolo d’imposta non operate e non versate. Le sanzioni: 624.331 euro di sanzioni per l’impiego di lavoratori in nero; 5.641.842 da versare a titolo di contributi all’Inps a fronte dell’impiego di manodopera irregolare e in nero.

Le indagini Le indagini congiunte delle fiamme gialle e della locale Dtl sono scaturite in applicazione del protocollo convenzionale di cooperazione stipulato nel corso dell’anno 2010 e hanno evidenziato un particolare quadro operativo all’interno del quale si muovevano le cooperative sociali. Da qui è partita l’attività di intelligence: appostamenti, pedinamenti e sopralluoghi mirati alla rilevazione dell’effettiva presenza dei lavoratori nei luoghi preposti, hanno confermato i sospetti.

Sequestrati libri contabili I controlli presso quella che era l’unica sede delle cooperative, avvenuti congiuntamente tra il personale della gdf e quello della Direzione del lavoro hanno consentito di acquisire varia e cospicua documentazione dove, tra l’altro, venivano annotati i nominativi dei collaboratori che prestavano opera in nero, le dazioni di denaro corrisposte, i giorni, gli orari e le sedi di impiego degli stessi. Da qui sono partiti i controlli sulle specifiche posizioni.

Cooperative declassate Stante la mancanza quasi totale delle scritture contabili e fiscali obbligatorie, in un caso addirittura nulla è stato reperito al momento dell’avvio del controllo, le società cooperative sono state segnalate all’Agenzia della entrate di Terni per l’applicazione dell’accertamento induttivo puro, nonché e non da ultimo, è stata segnalata la riqualificazione delle società cooperative sociali “de quibus” in enti commerciali, con conseguente perdita delle esenzioni e benefici applicabili alle stesse.

Un unico soggetto Inoltre le cooperative facevano capo a persone ultrasettantenni assolutamente ignare della gestione sociale; di fatto, è stato appurato che l’effettiva gestione ed amministrazione delle società cooperative era in capo ad un unico soggetto che di fatto, ha esercitato tutte le funzioni proprie dell’amministratore unico e che per questo è stato segnalato alla predetta Agenzia, quale amministratore effettivo delle società sottoposte a controllo.

Cgil: più controlli Secondo Vanda Scarpelli, segretario generale della Fp-Cgil Umbria, l’operazione «ripropone con drammaticità – scrive in una nota – la questione di quale welfare, in tempo di crisi, la nostra regione vuole definire. A fronte di un aumento considerevole della povertà e dei bisogni individuali, la politica della spending review, e quindi dei tagli lineari, mette a dura prova il sistema delle autonomie locali e della sanità». Secondo Scarpelli è necessario aumentare i controlli e, da parte della Regione, proseguire «celermente» sull’accreditamento. «Sappiamo – conclude Scarpelli – che le cooperative denunciate erano state da tempo escluse dalle centrali cooperative ma è necessario fare di più, è necessario mettere in regola tutto il “sistema”. Si assuma il ccnl quale unico riferimento di rapporti tra lavoratore e impresa, si rispettino gli accordi sottoscritti e si dia valore e qualità alle relazioni sindacali».

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