Agente della municipale (foto Rosati)

di Massimo Colonna

Era in un negozio cinese insieme ad un suo amichetto quando il portacenere che voleva comprare gli è sfuggito inavvertitamente di mano rompendosi in mille pezzi. A quel punto il negoziante lo ha trattenuto dicendogli, in un italiano stentato, di non poterlo far uscire finché non avesse pagato il conto. L’amico del ragazzo allora, spaventato, è corso fuori a chiamare soccorsi. La vicenda ha attirato tanti curiosi del centro e soprattutto è finita all’attenzione della procura della Repubblica che segnalerà il caso anche al tribunale dei minorenni.

Regalo per papà Tutto nasce nel pomeriggio di sabato 27 giugno, anche se la vicenda viene a galla solo ora. Due amichetti ternani, studenti di scuola media, entrano in un negozio cinese del centro per comprare un posacenere da regalare al papà di uno dei due. Una volta preso in mano l’oggetto, dal valore di 3-4 euro, accidentalmente il ragazzo perde la presa e il posacenere cade e si rompe. A quel punto interviene il negoziante, un signore cinese che non parla bene italiano. «Paga quello che hai rotto o non ti faccio uscire», è quanto avrebbe fatto capire al ragazzo, utilizzando maniere forti e trattenendo fisicamente il giovane.

La fuga Uno dei due a quel punto corre via per avvertire suo papà. Il genitore arriva e telefona subito al padre del bimbo ‘trattenuto’ e anche alla polizia municipale. Nel frattempo si crea curiosità tra i tanti passanti che a quell’ora sono in centro. L’arrivo della polizia riporta la situazione sotto controllo: il giovane viene ‘liberato’, vengono ascoltate entrambe le parti e viene convocata anche la titolare del negozio.

L’interprete Per ascoltare la versione dei negozianti cinesi serve anche l’aiuto di un interprete, subito convocato sul posto dalla polizia municipale. Dopo i verbali del caso e lo spavento per i bambini e anche per i genitori, la situazione torna alla normalità. La vicenda ora finisce all’attenzione della procura della Repubblica di Terni, che procederà informando anche il tribunale dei minori. Non è escluso che una denuncia di parte arrivi anche a firma dei genitori dei due ragazzi.

Twitter @tulhaidetto

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