
di Ivano Porfiri
Hanno costituito una società ad hoc con soci umbri e non per ristrutturare un complesso immobiliare a Terni e poi venduto i 20 appartamenti dichiarando prezzi inferiori a quanto effettivamente incassato. La guardia di finanza di Terni ha scoperto un’evasione milionaria da parte di una società immobiliare, arrivando a denunciare tutti i soci e l’amministratore unico, un uomo residente in Lombardia. E sono in corso accertamenti anche su chi ha comprato.
La ristrutturazione La frode ha per oggetto un unico complesso immobiliare all’interno della città di Terni, acquistato nei primi anni del 2000 dalla società verificata dalla guardia di finanza, che ha dato poi corso a una articolata ristrutturazione immobiliare, ricavando oltre 20 appartamenti poi ceduti ad altrettanti acquirenti. Nel corso delle indagini, da una prima analisi, i finanzieri hanno accertato una sostanziale differenza tra i valori degli immobili dichiarati negli atti di compravendita e gli importi dei mutui richiesti alle banche dagli acquirenti, i finanziamenti concessi dagli istituti di credito erano cioè di gran lunga superiori ai valori di cessione dichiarati.
Un terzo in nero Successive indagini bancarie nei confronti del venditore nonché accertamenti presso il mediatore coinvolto nell’operazione e, da ultimo, la convocazione di tutti gli acquirenti, hanno consentito alla guardia di finanza di acquisire la prova dell’esistenza della vendita parzialmente in nero degli appartamenti. In alcuni casi la cifra riscossa in nero è risultata anche di oltre 170 mila euro, rispetto a un importo fatturato di 450 mila euro. Un terzo quindi, pagato senza essere dichiarato.
Nascosti 2 milioni Il Nucleo di polizia tributaria di Terni ha così contestato ai soci e all’amministratore unico della società, nel frattempo finita in liquidazione, oltre 2 milioni di euro di ricavi sottratti a tassazione ed Iva evasa per circa 400 mila euro, derivanti dalla vendita di immobili con contratti che recavano importi di gran lunga inferiori rispetto a quelli realmente pagati.
Denunce e accertamenti Nei confronti del titolare della società, è stata avviata l’azione di recupero delle imposte e di irrogazione delle sanzioni ed interessi previsti ed è stato inoltre denunciato alla procura della Repubblica. Mentre sono in corso accertamenti anche nei confronti degli acquirenti.
