di Mar. Ros. e Mas. Col.
Al via il primo consiglio comunale dopo il clamore dell’avviata inchiesta che ha investito Palazzo Spada. All’ordine del giorno le comunicazioni del sindaco sull’operazione di polizia e finanza ma l’intervento del primo cittadino è anticipato dallo show dell’opposizione che alza il cartello PDimissioni e lascia l’aula poggiando sui banchi le macchinine giocattolo della polizia tra fischi e urla da parte del pubblico e della maggioranza. Il capogruppo Fd’I Marco Cecconi piuttosto che andarsene siede al posto della giunta, completamente assente, esponendo lo stesso cartello e la situazione si surriscalda al punto da determinare l’intervento della polizia municipale.
Opposizione compatta Scenetta preparata ma in conferenza stampa la minoranza garantisce: «Se il consiglio avesse accettato la discussione sull’atto di indirizzo da noi presentato, saremmo rimasti». L’atto in questione aveva per oggetto ‘Rimuovere dall’incarico gli assessori raggiunti da avvisi di garanzia’, ma non è mai arrivato al voto e questo avrebbe convinto M5s, Fi, Fd’I, I love Terni, Il Cammello e Paolo Crescimbeni del gruppo misto ad abbandonare i lavori, nonostante l’opportunità loro concessa, quella concordata in conferenza dei capigruppo: 1 ora e 30 di intervento sull’operazione Spada dopo la relazione del sindaco. Occasione in aula mancata ma in una saletta adiacente i dieci consiglieri annunciano: «Da qui in avanti metteremo in campo un’escalation di azioni comuni, prepariamo il terreno per candidarci ad alternativa di governo di questa città. Rimanere in consiglio oggi per parlare senza votare nulla sulla questione – puntualizzano – non avrebbe avuto alcun senso».
ALTA TENSIONE IN AULA, MINORANZA SHOW E PICCININI SI SCATENA: VIDEO
Parla il sindaco Al primo punto all’ordine del giorno c’erano le comunicazioni del primo cittadino, il quale ha fatto il quadro del momento di Palazzo Spada dopo il blitz delle forze dell’ordine di giovedì scorso. «Io credo che l’azione della magistratura – ha detto il sindaco in un discorso durato oltre mezz’ora – sia doverosa nei casi in cui si abbiano notizie di possibili situazioni da verificare. Soprattutto nel caso in cui ci siano di mezzo persone che lavorano nel pubblico. Per questo confermo, come già sostenuto sin dai primi momenti dell’avvio dell’indagine, che siamo a piena disposizione degli organi inquirenti. Chiedo solo che si operi in maniera celere. Da parte mia metto a disposizione la garanzia che l’esecutivo continui a lavorare in piena responsabilità». Il sindaco Di Girolamo ha poi preso in esame i diversi capitoli su cui si snoda l’indagine, facendo il punto in una ricostruzione dei passaggi normativi seguiti di volta in volta per le assegnazioni dei bandi.
I diversi bandi «Per quanto riguarda la gestione della Cascata delle Marmore – ha detto Di Girolamo nel commentare i vari bandi su cui la procura si sta concentrando – la questione è stata affrontata con la delibera 241 del 2012. Dopo vari passaggi con gli organismi competenti è stata organizzato un bando di rilevanza comunitaria. Sul fronte del verde pubblico è stata presa la decisione di suddividere la parte in tre lotti, con l’obiettivo di ottimizzare il servizio anche in virtù delle scarse risorse a disposizione dell’ente e della situazione di criticità che è emerse ultimamente in questo tipo di interventi. Sui servizi cimiteriali c’è stata una gara unica che prevedeva anche interventi di attività all’interno del cimitero civico. Sono arrivate sei offerte, di cui una però fuori tempo massimo che è stata esclusa. Poi tra le cinque rimaste è stato scelto il vincitore, effettuando anche un ulteriore approfondimento sulle cifre».
I gruppi di minoranza Consiglio in corso ma ai lavori partecipano solo i consiglieri di maggiornanza. Gli altri convocano i giornalisti per spiegare le ragioni politiche della loro azione. Crescimbeni: «È tutto surreale, la città è in ginocchio e anche con 16 indagati, il sindaco minimizza senza dare alla minoranza la possibilità di discutere il proprio atto. Vogliono rimanere inchiodati al Palazzo forse per malinteso senso del dovere». Enrico Melasecche (IlT): «La giustizia farà il suo corso ma dalla culla alla tomba tutto in questa città è in mano a lobby gestite da coop sociali, giusto l’Ast si salva». Franco Todini (Cammello): «Le dimissioni vanno chieste per fatti politici, già parliamo di amministrazione controllata in sede di predissesto ma con quegli avvisi di garanzia si è verificata una interdizione degli assessori, come possono ancora operare?». Il sindaco a riferire in aula era solo, nessun membro di maggioranza si è presentato lunedì pomeriggio: «Assenti come sempre» il commento dell’opposizione. Thomas De Luca (M5s): «Il sindaco rimane in sella per il bene della città? Forse non si è guardato attorno, questo regime ha i giorni contati». Cecconi ha chiuso con insinazioni sugli indagati e ha fatto cenno al dibattito in corso su chi ha fatto scattare l’operazione: «Credo sia più importante il contenuto delle intercettazioni».
@martarosati28 @tulhaidetto

Al di là dei facili fanatismi giustizialisti (a tal proposito veder gridare “dimissioni” dai berlusconiani per degli avvisi di garanzia è quanto di più divertente possa capitare in politica) io credo che in politica occorrerebbe avere il buon senso di capire quando un’esperienza è giunta al termine, sia pure anticipatamente a quanto previsto. Il Di Girolamo bis in tal senso non ha più senso di esistere, arroccarsi su posizioni indifendibili può fare solo del male alla città.