di Massimo Colonna
Calano furti, rapine e reati ambientali, aumentano le violazioni al codice della strada e i reati legati agli stupefacenti. «Con questo bilancio vogliamo mostrare cosa abbiamo fatto e cosa vogliamo fare, in modo che i cittadini, soprattutto i più giovani, sappiano valutare in piena coscienza». E’ come se il procuratore capo Alberto Liguori aprisse le porte dei suoi uffici nel presentare il bilancio sociale 2017, con tutti i numeri relativi non solo alle operazioni messe a segno ma anche ai costi di gestione della macchina amministrativa della giustizia. Il tutto «in memoria del giudice Maurizio Santoloci (scomparso il 6 gennaio scorso, ndr) che per primo seppe aprirsi alla società civile servendola con autonomia e indipendenza».
I numeri Nella sala blu di Palazzo Gazzoli presenti tutti i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, a cominciare dal sindaco Leopoldo Di Girolamo e dal prefetto Angela Pagliuca. Poi tutte i dipendenti degli uffici della procura, dai pubblici ministeri, schierati ‘in squadra’ accanto al procuratore capo, fino ai funzionari. Le cifre del bilancio parlano di un calo su diversi fronti. Nel 2016 si registra il 36 per cento in meno di reati ambientali, il 14 per cento in meno di reati contro la pubblica amministrazione, il 16 per cento di calo per i furti, il 54 per quelli in abitazione, il 29 per le rapine. Si alzano invece le violazioni a codice della strada (+5%) e i reati legati agli stupefacenti (+66%).
Gli obiettivi «L’obiettivo di questa operazione – ha spiegato il capo procuratore Liguori – è quello di instaurare un filo interattivo con la collettività per rendere trasparente l’azione della procura della Repubblica, quindi il suo servizio, in modo da accrescere la fiducia verso l’azione di una istituzione fondamentale per il funzionamento democratico di un Paese. Questo documento corrisponde all’esigenza di elaborare e approntare una metodologia utile ad acquisire gli strumenti conoscitivi necessari per svolgere il compito istituzionale nel modo di efficace possibile, in modo da consentire ai cittadini e ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un giudizio su come l’amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato e più in generale per contribuire in modo attivo al dibattito pubblico sul ‘Sistema giustizia’, oggi centrato soprattutto sul miglioramento delle inefficienze e della capacità di raggiungere gli obiettivi istituzionali in tempi ragionevoli».
La presenza dei giovani In sala tanti studenti, ai quali lo stesso procuratore capo ha rivolto un pensiero. «Abbiamo tanta strada da fare, ma è importante la trasparenza anche per quanto riguarda i conti e le spese della giustizia. E’ fondamentale inoltre la presenza dei giovani: a me piace dire che i nostri datori di lavoro sono i ragazzi in sala, noi siamo al loro servizio come del resto dei cittadini. Sono loro la parte migliore della società, sono loro che al netto di ogni pregiudizio potranno giudicarci per quello che abbiamo fatto e per quello che vogliamo fare».
@tulhaidetto
