Cadavere trovato nel Nera (Foto F.Toni)

di F.T.

Dopo 36 giorni di ricerche condotte senza sosta, le acque del fiume Nera hanno restituito il corpo di Egidio Pennacchi. Lo sfortunato operaio di Ferentillo, 46 anni appena, era precipitato nel fiume lo scorso 24 febbraio, mentre stava potando alcuni alberi nei pressi della passerella del Cassero. Il cadavere è stato individuato dai vigili del fuoco di Terni e dai colleghi del nucleo sommozzatori di Viterbo, intorno alle 14.30 di lunedì pomeriggio. Sul posto anche la polizia scientifica.

IL RITROVAMENTO: FOTOGALLERY – VIDEO

La conferma dell’identità è arrivata dagli abiti da lavoro, dal casco bianco e dalle imbracature trovate sul cadavere. Dopo il recupero, la salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Terni. Nelle prossime ore verrà eseguito l’esame autoptico, già disposto dal sostituto procuratore Elisabetta Massini.

La zona Le ricerche, come nei giorni precedenti, sono andate avanti per tutta la mattina di lunedì, con i vigili intenti a perlustrare vari punti del fiume. A partire dalla zona – accanto alla passerella del Cassero – in cui l’operaio era caduto in acqua. Il cadavere è stato recuperato a circa 700-800 metri dal punto di caduta, fra ponte Allende e il ponte della ferrovia, dietro l’area dello stadio.

Il ritrovamento Il corpo dell’uomo è stato trovato nei pressi di una buca a circa un metro e mezzo di profondità, incastrato sotto un tronco. Un punto difficilmente individuabile a causa della melma e della vegetazione fluviale. L’imbracatura tecnica indossata dallo sfortunato operaio, con decine di moschettoni d’acciaio, cinghie ed attrezzi da lavoro, tra cui un pesante martello, ne impedivano la risalita a galla. Solo grazie al caschetto bianco e all’occhio professionale dei sommozzatori, è stato possibile scorgere e recuperare la salma.

Il fiume Proprio nella giornata di lunedì, per agevolare le operazioni di ricerca andate avanti per oltre un mese, la portata del Nera – grazie all’intervento di E.On – è stata ridotta al minimo fin dalle 11 di mattina. In questi ultimi giorni – stando ai vigili del fuoco – l’acqua era particolarmente pulita e trasparente, ben diversa da quella limacciosa delle settimane passate. Un aspetto che avrebbe aiutato non poco i sommozzatori nel condurre l’operazione.

I vigili del fuoco A individuare il corpo senza vita sembra sia stato un vigile del fuoco originario di Piediluco, in forza al nucleo sommozzatori di Viterbo. L’uomo ha già riferito tutti i dettagli agli agenti di polizia giudiziaria intervenuti sul posto. Il ritrovamento, oltre a restituire finalmente un po’ di pace ai familiari, rimette in moto la macchina giudiziaria rappresentata dal fascicolo già aperto dalla procura della Repubblica di Terni.

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