di Fa.To.
«Cotta e mangiata»: così l’ha definita il neo-dirigente della squadra Mobile ternana, Francesco Petitti. L’operazione, partita da una segnalazione confidenziale e svolta con abilità nel giro di poche ore, ha portato in carcere tre giovani per spaccio di droga e contrabbando di tabacchi. Si tratta di un ternano di 25 anni e di due cittadini albanesi di 23 e 24.
La soffiata La segnalazione di “strani movimenti” nella zona di borgo Bovio, più precisamente in via Puglie, ha spinto gli agenti ad esaminare la situazione da vicino. Le indagini, oltre che nell’analisi di banche dati, si sono realizzate in alcuni appostamenti sotto l’abitazione di un ternano di 25 anni, incensurato e che nella vita fa il giardiniere. Durante un’osservazione, gli agenti della Mobile lo hanno visto scendere insieme ad altre due persone con fare sospetto. Saliti a bordo di una Fiat Punto, i tre si erano diretti verso il centro città.
L’arresto La squadra mobile li ha fermati in via Romagna. Lì sono iniziate le prime verifiche su cosa stessero facendo: nessuno dei tre ha saputo fornire versioni concordanti con quelle degli altri. Il crescente nervosismo ha insospettito ulteriormente gli agenti che hanno optato per la perquisizione. Dopo il primo controllo personale, senza esito, i tre sono stati condotti nell’abitazione da cui erano partiti. Qui gli agenti hanno rinvenuto sette involucri di plastica, un panetto e alcuni frammenti, per un totale di 400 grammi di cocaina il cui valore stimabile supera i 30 mila euro. Nello stesso mobile, la polizia ha scoperto 32 stecche e 43 pacchetti di sigarette senza il marchio dei monopoli di Stato, per un peso totale di 10 chili.
Indagini ulteriori L’operazione è stata condotta dalla sezione antidroga della squadra Mobile, con l’ausilio di una pattuglia della Volante. Durante la conferenza stampa, il dirigente Francesco Petitti ha spiegato come i due cittadini albanesi fossero in possesso di regolare visto turistico e quindi siano entrati in Italia legalmente. Le forze dell’ordine stanno concentrando i propri sforzi investigativi per verificare l’esistenza di un’eventuale rete di connazionali sul territorio, organizzata e dedita ad attività illegali. Lo stesso contrabbando di sigarette, si sarebbe svolto nell’ambito della comunità albanese con cui i due giovani avevano contatti a Terni.


