Un finanziere a lavoro (Foto archivio Umbria24)

di Iv. Por.

Uno in Sudamerica, l’altro in un paese europeo, ma incassavano ormai da qualche anno l’assegno sociale, con il risultato di mettersi in tasca indebitamente oltre 400 euro al mese senza averne diritto. Per uno dei responsabili patrimonio valutato in 700 mila euro.

Assegno all’estero L’indagine della guardia di finanza di Terni, che rientra in un filone a livello nazionale con casi anche in Umbria, ha accertato che i 2 riscuotevano l’assegno sociale: si tratta di una forma di prestazione assistenziale che lo Stato eroga a favore dei cittadini, sopra i 65 anni, che si trovano in situazioni di disagio economico purché residenti abitualmente ed effettivamente in Italia. Invece i due vivono all’estero e anche in modo agiato.

Soldi da Amelia a Buenos Aires I finanzieri hanno invece appurato che un 67enne della zona di Amelia, effettivamente dimorante in Argentina, ha percepito indebitamente, dal 2009, circa 16 mila euro grazie anche alla collaborazione di un familiare che, una volta riscosso l’assegno, gli inviava il relativo importo tramite money transfer in Sudamerica.

Ricco finto povero Analogamente è stato individuato un ternano ultra 70enne, dimorante in un altro paese europeo che ha incamerato circa 15 mila euro senza averne diritto: in questo caso, addirittura, l’immobile dove il soggetto avrebbe dovuto risiedere in Italia per avere diritto all’assegno sociale è risultato essere disabitato. Ma la sorpresa maggiore i finanzieri di Terni l’hanno avuta nel momento in cui hanno preso visione del valore di stima dei beni immobiliari in capo alla persona: oltre 700mila euro.

Denunciati per truffa La guardia di finanza ha quindi segnalato alla procura della Repubblica i 2 per truffa allo Stato, chiedendo all’Inps di bloccare l’erogazione dell’assegno; avviate anche le azioni per il recupero di quanto indebitamente percepito. Il settore delle pensioni sociali verrà comunque ora fatto oggetto di una ulteriore attività di indagine da parte della gdf: l’attività in corso a Terni, infatti, si inquadra in una più ampia campagna nazionale coordinata dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica di Roma della Guardia di Finanza. Già recentemente in provincia di Terni erano stati accertati alcuni episodi di frode per importi meno significativi, ma l’emersione dei due casi eclatanti appena descritti testimoniano la proficuità del lavoro avviato da parte delle Fiamme Gialle.

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