Quindici persone, per la maggior parte della provincia di Terni, sono state rinviate a giudizio dal gup Simona Tordelli per reati che vanno dall’associazione a delinquere alla truffa, passando per ricettazione, riciclaggio e falsità materiale.
I fatti contestati dalla procura sarebbero avvenuti fra il 2008 e il 2009, con un gruppo di persone – sette quelle a cui è stato contestato il reato associativo, difese fra gli altri dagli avvocati Antonio e Francesco Mattiangeli e Arnaldo Sebastiani – che avrebbero messo in atto tutta una serie di operazioni a proprio vantaggio, basate per lo più su assegni e titoli inesigibili, utilizzati per acquistare macchine da lavoro, computer, ma anche trattori, pavimentazioni, forniture di scarpe e tutta una serie di beni mobili fra le province di Terni, Perugia e Arezzo.
Imprenditori danneggiati Un giro di migliaia di euro a danno di diversi imprenditori locali, fra cui il titolare di una nota pasticceria – a cui avrebbero tentato di intestare decine di cellulari e schede sim sfruttando un documento falso – e la proprietaria di una scuola privata. A quest’ultima, stando alle accuse, il gruppo avrebbe fatto credere di essere interessato all’acquisto dell’istituto: un sistema utile ad ottenere un prestito consistente e mai restituito, poi investito – secondo la procura – in beni immobili.
Riciclaggio Nei guai – per ricettazione e riciclaggio – ci sono finiti anche coloro che hanno acquistato o ricevuto macchinari agricoli di ‘seconda mano’. Dal processo sono già ‘uscite’ due persone: una di loro, una donna accusata di truffa, ha patteggiato una pena di un anno. Un altro soggetto ha visto invece prescriversi il reato contestato, ovvero l’incauto acquisto di beni.
