di Fabio Toni
«A pensarci ho ancora il terrore addosso. All’epoca avevo appena 18 anni. Mi hanno accerchiato, insultato, picchiato. Uno mi ha anche detto: ‘ho fatto due anni in carcere e ora me ne faccio altri due’. Mi hanno preso a calci, sono caduto, poi è arrivato un altro colpo da dietro. Alla fine, anche grazie a un dirigente, sono riuscito a mettermi in salvo. Per questa storia ho dovuto portare il collarino per due mesi». È J.M., arbitro di calcio di Perugia, a ricostruire quanto avvenuto al termine della partita fra Real Avigliano e Picchi San Giacomo. La vicenda è finita in tribunale dove due ex giocatori dell’Avigliano, difesi dall’avvocato Roberto Spoldi, devono difendersi dalle accuse di lesioni personali e minacce.
La vicenda È il 29 aprile del 2007 e i protagonisti della brutta storia sono tutti dentro il campo comunale di Avigliano Umbro dove si disputa il match di prima categoria fra i padroni di casa e la Picchi San Giacomo. Un match decisivo soprattutto per gli aviglianesi, con l’acqua alla gola e in caccia di punti salvezza. Una partita nervosa, infuocata, condita da ammonizioni e espulsioni. La tensione esplode nel finale: allo scoccare del 90°, sul punteggio di 2 a 2, il Real Avigliano si guadagna un calcio d’angolo. L’ultimo per sperare ancora nella vittoria. L’arbitro, però, controlla il cronometro e fischia la fine. Scoppia il putiferio: giocatori e altri tesserati accerchiano il ‘fischietto’. In base al referto, tre di loro verranno sanzionati con lunghe squalifiche. Il resto è cronaca.
Parte civile Nel parapiglia, l’arbitro riesce a mettersi in salvo all’interno dello spogliatoio, grazie all’intervento dell’allora presidente del Real Avigliano, Maurizio Lauretta. Dopo il caos, restano i lividi, le escoriazioni e un forte dolore al collo che lo costringe a recarsi al pronto soccorso. «In seguito a questa storia – ha spiegato nel corso della deposizione – ho avuto diversi problemi di salute. Per lungo tempo ho sofferto di stati d’ansia». Ad assisterlo, in aula, l’avvocato Luca Graziani di Perugia in sostituzione del collega Francesco Paganelli.
Il processo Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati diversi testimoni: l’ex presidente del Real Avigliano – colui che ha evitato guai peggiori all’arbitro – l’osservatore arbitrale presente quel giorno, atleti ed ex dirigenti della squadra ternana. Nessuno sembra aver assistito direttamente ai fatti finiti sotto la lente della magistratura, contenuti in alcune dichiarazioni rese ai carabinieri durante l’attività di indagine. Per saperne di più, bisognerà attendere le prossime udienze, a partire da quella fissata per il 30 gennaio 2014.
