di F.T.
È stata eseguita venerdì pomeriggio l’autopsia sulla salma di Pierino Maraga, il 99enne che abitava all’ultimo piano della palazzina di via Buonarroti che ha riportato i danni maggiori in seguito al crollo della gru. L’esame autoptico è stato svolto dal dottor Mirko Massimilla, medico legale incaricato dal sostituto procuratore Tullio Cicoria, titolare dell’indagine.
Tragico epilogo Pochi minuti dopo incidente, avvenuto alle 7 e 30 di mercoledì mattina, i vigili del fuoco avevano estratto l’anziano dalle macerie della sua abitazione. In ospedale, le prime verifiche mediche avevano dato esito negativo, tanto da spingere i sanitari a disporre la cosiddetta ‘osservazione breve’, anticamera della dimissione. Nel pomeriggio, però, le sue condizioni erano improvvisamente peggiorate, fino al decesso per arresto cardio-respiratorio avvenuto alle 16 e 30, nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione.
Autopsia Nei prossimi giorni il consulente della procura depositerà la relazione legata all’esame autoptico. Dalle prime indiscrezioni, sembra che il tragico evento possa ricollegarsi alla rottura dell’aneurisma addominale, già riscontrato nell’anziano in precedenza e anche durante i primi accertamenti eseguiti in ospedale.
Dieci indagati Sul fronte giudiziario, la vicenda ha portato all’iscrizione di dieci persone nel registro degli indagati. Per tutti l’ipotesi di reato è omicidio colposo, mentre ai soggetti collegati direttamente ai lavori di ristrutturazione viene contestato anche il crollo colposo di costruzione. Fra gli indagati, oltre a due medici del pronto soccorso, figurano il direttore dei lavori, due rappresentanti dell’azienda dove la gru è stata affittata, il direttore e il coordinatore della sicurezza del cantiere, i due addetti al montaggio della struttura e il titolare dell’impresa incaricata di eseguire la ristrutturazione dello stabile.
L’imprenditore Quest’ultimo – l’imprenditore Giuseppe Flamini – parla attraverso i suoi legali: gli avvocati Alessandro Ricci di Perugia e Giovanni Ranalli di Terni. «Per ogni valutazione – affermano – attendiamo di leggere la relazione del consulente tecnico del pm e, non meno importanti, le indicazioni del nostro consulente di parte, il dottor Massimo Lancia».
I legali Gli avvocati Ricci e Ranalli si dicono «ragionevolmente fiduciosi del fatto che non ci sia rapporto di causalità tra il trauma subito dal povero Maraga la mattina dell’incidente ed il decesso verificatosi molte ore dopo. Ne sarebbe prova il fatto, ma anche qui ci riserviamo di valutare la documentazione investigativa, che i sanitari avrebbero dato l’ok per una pronta dimissione dall’ospedale non riscontrando alcuna criticità. Quanto alle ipotesi di responsabilità tecnica per il cedimento della gru – spiegano i due legali – al momento ogni considerazione è prematura, almeno fino a quando non si avrà libero accesso, anche visivo, al basamento della struttura».
Ordinanza revocata Intanto procedono speditamente i lavori di messa in sicurezza condotti dai vigili del fuoco di Terni e che nella giornata di venerdì hanno riguardato in particolare la colonna montante della gru, rimossa dall’edificio e ‘tagliata’ con la fiamma ossidrica. In serata è arrivato anche l’ok per far rientrare nelle proprie abitazioni le famiglie residenti in via Buonarroti 3 (resta ovviamente interdetto il civico 1) e piazza Dalmazia 6. Soddisfatto l’assessore alla protezione civile, Stefano Bucari: «Grazie alla collaborazione di tutti, dalla protezione civile alla croce rossa, dai vigili del fuoco alla polizia municipale, fino ai tecnici comunali e le associazioni di volontariato, siamo riusciti a fornire una risposta tempestiva ed efficace all’emergenza».
