L'anziana truffata, il pm e i finanzieri

di Fabio Toni

Come fai a non fidarti di quel vicino che conosci da 20 anni, di cui hai visto crescere i figli e che ti è stato accanto quando ti è venuto a mancare l’uomo con cui hai condiviso tutta un’esistenza. Come fai a non fidarti di lui, ex comandante dei carabinieri di Guardea, oggi in pensione, che per anni ha rappresentato lo Stato nel piccolo paese in cui vivi. Col senno del poi, c’è poco da obiettare alla signora Zaira – 83 anni ben portati – che però a furia di fidarsi, ha visto sparire tutti i risparmi di una vita.

ANZIANA TRUFFATA: LE IMMAGINI

Premure Per lei, ormai vedova, quell’uomo e sua moglie erano un punto fermo su cui poter contare. Sempre disponibili a dare una mano per le cose di ogni giorno – dalle faccende alla spesa – ma soprattutto capaci di offrire un sostegno umano fondato su una lunga amicizia. Un rapporto che dopo la morte del marito dell’anziana, ex poliziotto, si era ancor più rinsaldato. Tanto che più di uno in paese pensava che la signora Zaira fosse proprio la madre dell’ex comandante, tanto era premuroso e gentile.

I risparmi Tanto affetto insomma. Anche se, evidentemente, i progetti dei due erano altri. Fra le cose di tutti i giorni, erano arrivati a darle una mano anche nella gestione di quel gruzzolo depositato su un conto corrente – circa 135 mila euro -, frutto del lavoro di una vita e della liquidazione del marito defunto.

La firma Un bel giorno i due, marito e moglie, si ‘offrono’ di diventare cointestatari del conto («È per semplificare tutte le procedure – le dicono – e si fa prima a fare tutto»). La signora Zaira accetta di buon grado. È l’inizio di una ‘spoliazione’, lenta e inesorabile.

Polizze e non solo È il 2010. Convinti di aver fatto bingo, i due acquistano subito due fondi di investimento da 80 mila e 50 mila euro, poi avviano anche una polizza assicurativa sulla vita, alimentata con versamenti mensili che vengono prelevati direttamente dal conto corrente della signora Zaira, ovviamente all’oscuro di tutto.

La scoperta Ormai sicuri dei propri mezzi – ed evidentemente non ancora contenti – convincono l’anziana a concedergli anche l’usufrutto della casa in cui vive. Il tempo passa, la donna continua a fidarsi e il suo conto corrente in quattro anni viene letteralmente prosciugato. Se ne accorge nell’estate del 2013, quando insospettita da alcune voci, va in banca a chiedere l’estratto conto: i 135 mila euro che era sicura di avere, erano diventati 17 mila e spiccioli. Una pugnalata.

Indagini e denuncia Immediata scatta la denuncia e con essa le indagini condotte dal sostituto procuratore Barbara Mazzullo insieme al nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Terni. Nel corso dell’operazione – ribattezzata ‘Robin Hood’ – i militari riescono a ricostruire tutti i movimenti contabili compiuti dai coniugi e a rintracciare anche i fondi di investimento e la polizza assicurativa. L’uomo, denunciato per truffa e appropriazione indebita, nelle scorse settimane ha patteggiato una pena pari a 8 mesi di reclusione. Più defilata, e probabilmente meno grave, la posizione della moglie per la quale è stato avviato un procedimento a parte.

Sospiro di sollievo Una volta individuati, i titoli – grazie al dissequestro disposto dalla procura – vengono disinvestiti e il ricavato restituito direttamente alla signora truffata. Lo stesso vale per l’abitazione che, con un accordo fra le parti accompagnato da un atto notarile, torna nella piena disponibilità della donna.

Sinergia Il colonnello Amedeo Farruggio, comandante provinciale della guardia di Finanza, ha sottolineato «la velocità con cui la procura, nel giro di poco tempo, è riuscita a chiarire e a risolvere una vicenda delicata e particolarmente spiacevole». Il maggiore Fabrizio Marchetti, comandante del nucleo di polizia tributaria di Terni, ha ricostruito la fitta trama di conti correnti, spesso aperti e chiusi nel giro di pochi mesi, che ha permesso all’uomo di far sparire i soldi, poi recuperati. Allo stesso modo il pm Barbara Mazzullo ha rimarcato la perizia e l’abilità che ha caratterizzato l’opera delle fiamme gialle nel contesto dell’operazione. Riferendosi all’anziana truffata – presente anche lei alla conferenza stampa – il magistrato ha parlato di una donna «provata dalla perdita del marito. Un lutto – ha spiegato – che l’ha resa fragile e vulnerabile. Quell’uomo che lei conosceva da tempo, ha avuto gioco facile nell’ottenere la sua fiducia».

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