di Mas. Col.
Riprende il processo sull’inceneritore Asm di Maratta. Nella mattinata di martedì, nelle aule del tribunale di Terni, sono stati ascoltati sei persone citate dalle difese dei 19 imputati, accusati di violazioni ambientali e mobbing. I testimoni hanno spiegato quali fossero le proprie mansioni all’interno dell’azienda e che tipo di rapporto avessero con i rappresentanti Asm. La prossima udienza è fissata al 17 marzo, quando verranno sentite altre voci della difesa, che in tutto ha depositato un elenco di circa sessanta nominativi.
Parola alla difesa In aula, oltre al pubblico ministero Elisabetta Massini, anche l’ex presidente Asm, all’epoca dei fatti contestati, Giacomo Porrazzini. Il primo testimone a prendere la parola è stato Lucia Rossi, oggi alla segreteria nazionale dello Spi-Cgil, all’epoca (tra il 2002 e il 2007) nella segreteria della Camera del lavoro di Terni. La sindacalista ha fatto il punto sui rapporti tenuti con i dirigenti dell’azienda municipalizzata. Davanti al collegio dei giudici poi un dipendente della Asl di Perugia, un ingegnere Asm, uno psicologo e un dipendente.
Prossima udienza Ascoltate le deposizioni il giudice ha fissato la prossima udienza al 17 marzo, quando in aula sono attesi altri testi citati dalle difese. Tra i 19 imputati nel processo, come noto, figurano anche volti noti dell’amministrazione ternana di quei tempi: tra questi l’ex sindaco Paolo Raffaelli e alcuni ex membri della dirigenza dell’azienda municipalizzata per lo smaltimento rifiuti, Stefano Tirinzi, Moreno Onori, Raffaele Iannotti, Attilio Amadio e Paolo Olivieri.
