di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi
Ventenne accoltellato a Borgo Bovio, quattro arresti. Sono gravissime le condizioni del giovane di nazionalità albanese ferito all’addome in via Piemonte nella notte tra lunedì e martedì a seguito di una lite per una ragazza divampata all’interno di un locale della zona tra due gruppi di giovani e poi brutalmente degenerata in strada.
Quattro arresti Le indagini lampo condotte dalla questura di Terni hanno permesso in breve di identificare e rintracciare l’accoltellatore, un ventunenne di nazionalità albanese, accusato di tentato di omicidio dal sostituto procuratore Raffaele Pesiri. In manette anche tre ternani di età compresa tra 28 e 34 anni a cui il magistrato contesta il favoreggiamento in concorso, come riferito in conferenza stampa dal questore Carmine Belfiore e dai dirigenti della squadra mobile e volante, Alfredo Luzi e Giuseppe Taschetti.
Coltellata L’aggressione si è consumata intorno alle 2.40 all’incrocio tra via Piemonte e via Chiesa dove poco dopo, grazie alla segnalazioni di alcuni ragazzi passati casualmente da quelle parti, sono arrivati gli agenti della volante che hanno trovato il ventenne agonizzante a terra, accanto a lui un coltello. Intorno al giovane, da dieci anni regolarmente residente a Terni e operaio in un’azienda della città, non sono state rilevate tracce di sangue, ma all’arrivo sul posto dei sanitari è stato subito accertato il profondo colpo di fendente all’addome.
Ventenne in pericolo di vita Il personale del 118 ha quindi trasportato la vittima all’ospedale di Terni dove intorno alle 4 del mattino è stato operato dall’equipe di Chirurgia generale e vascolare per la grave ferita da taglio riportata, che ha interessato l’intestino e l’aorta addominale. Al momento risulta ricoverato in Rianimazione con prognosi riservata e in condizioni giudicate molto gravi, purtroppo il giovane lotta tra la vita e la morte, con lo spettro di possibili danni cerebrali causati dall’importante emorragia subita.
Indagini lampo Mentre i chirurghi del Santa Maria operavano il ventenne, gli investigatori della polizia coordinati dal sostituto Pesiri hanno rapidamente ricostruito l’accaduto. In particolare, grazie al timbro rinvenuto sul dorso della mano della vittima è stato possibile risalire al locale in cui il giovane aveva trascorso la serata. Qui i titolari hanno subito messo a disposizione le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, permettendo agli uomini dei vicequestori Luzi e Taschetti di identificare sia il gruppo con cui lunedì sera era uscito il ventenne in fin di vita, che l’altro di cui fanno parte il trentaquattrenne, assistito dall’avvocato Massimo Proietti, e gli altri tre ternani arrestati.
Per una ragazza Stando alla ricostruzione degli inquirenti, all’interno del locale un amico del ventenne accoltellato avrebbe insistentemente fatto dei commenti su una ragazza dell’altro gruppo, anche se poi l’aggressione si è consumata in strada. Qui sarebbe stato picchiato il giovane albanese in fin di vita che per gli inquirenti avrebbe verosimilmente affrontato in duello il connazionale di 21 anni, prima di essere raggiunto all’addome dalla lama.
«Legittima difesa» L’accoltellatore e i tre ternani protagonisti dell’episodio violento sono risultati tutte vecchie conoscenze della questura e in breve gli agenti sono piombati nelle abitazioni, prelevandoli mentre erano ancora in pigiama. L’albanese ha subito confessato di aver colpito con la lama il giovane, ma la linea difensiva è già tracciata: «Legittima difesa perché – ha affermato l’avvocato Proietti – dai riscontri emerge che il mio assistito si è difeso nell’ambito di una rissa iniziata in un locale, tanto che ha subito offerto piena collaborazione agli investigatori».
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