Arrestato e condannato, ottiene i domiciliari ma poi scappa e cerca di strangolare un connazionale: la Polizia lo rispedisce a Capanne!

Chi è Mohamed Areuki, marocchino di 35 anni, ha dato molto da fare alla polizia di Perugia, presente in città da qualche anno, vive in condizione di clandestinità sul territorio nazionale. Ha numerosi precedenti penali, tanto per cominciare, per spaccio di sostanze stupefacenti e per violazione delle norme sull’immigrazione, ma è anche un violento, visto che annovera sul suo curriculum criminale pendenze per porto abusivo d’armi e oggetti atti ad offendere, minaccia, lesioni personali e persino resistenza a pubblico ufficiale.

Curriculum criminale Come se non bastasse, alle forze dell’ordine che l’hanno identificato e fotosegnalato, in passato, ha fornito diverse generalità: le sue impronte digitali, infatti, risultano corrispondere anche ad un certo Oraibi Kamel, sempre 35enne, ma tunisino. Dallo scorso giugno, la giovane “promessa” della microcriminalità a Perugia viene sottoposta alla detenzione domiciliare, quale misura alternativa alla detenzione in carcere, per l’espiazione di una pena conseguita per spaccio di droga.

L’episodio Lo scorso 5 novembre, non si è limitato a evadere dal luogo di esecuzione della sua condanna, ma si è recato nell’abitazione di un suo connazionale e, per chissà quale motivo, l’ha aggredito pesantemente: la vittima, infatti, risulterà avere i segni tipici di un tentativo di strangolamento, oltre a una ferita procurata alla mano con un’arma da taglio, nonché escoriazioni alla testa ed al collo.

L’arresto Immediate le indagini della polizia, che ha ricostruito l’accaduto e individuato, non senza difficoltà, l’identità dell’autore di questo violentissimo episodio. La segnalazione ha indotto l’ufficio di Sorveglianza di Perugia a prendere provvedimenti, l’unico possibile: il carcere di Capanne. Nel pomeriggio di ieri, venerdì 14 novembre, gli uomini della sezione “Criminalità organizzata” della squadra Mobile, diretti da Marco Chiacchiera e coordinati da Piero Corona, si sono presentati all’indirizzo di domicilio del giovane tunisino, per recapitargli una inaspettata sorpresa: una ‘villeggiatura gratuita’ nella casa circondariale di Perugia. Prevedibile, per gli agenti intervenuti, un disperato tentativo di dimostrare che durante la sua detenzione domiciliare non si era mai azzardato a uscire di casa senza essere autorizzato, ma la fermezza dei poliziotti nell’applicargli, per l’ennesima volta, le manette, ha smorzato ogni vana speranza dello sfortunato spacciatore.