I tartufi sequestrati

Venti chili di tartufi bianchi e neri provenienti dalla Romania e destinati in Umbria sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a Palmanova (Udine) durante il controllo di un furgone vicino al casello dell’autostrada A23 Tarvisio-Palmanova. Il valore dei tartufi, custoditi in un contenitore di polistirolo avvolto in cellophane è, secondo le stime fatte dai militari, di circa 80 mila euro. I tartufi, trasportati senza alcuna documentazione fiscale o commerciale o che, comunque, potesse attestarne la provenienza e soprattutto la sicurezza alimentare, sono stati sequestrati per violazione della normativa europea in materia di tracciabilità dei prodotti alimentari.

FOTOGALLERY: I TARTUFI SEQUESTRATI

Il sequestro Per la stessa violazione, al conducente del furgone, un rumeno che ha detto che i tartufi erano destinati a un suo amico, anch’egli rumeno, che vive nel Perugino, è stata contestata una violazione amministrativa che va da 750 a 4.500 euro. A far insospettire i militari, convincendoli a fare un controllo più approfondito del furgone, è stato l’atteggiamento evasivo e intimorito dell’autista. Tutti i tartufi sono stati mandati per esami radiometrici al Dipartimento di prevenzione dell’ Aas 2 Bassa Friulana – Isontina di Palmanova. I pregiati tuberi non solo avrebbero permesso un notevole guadagno in nero ma avrebbero potuto mettere a rischio «la salute degli ignari estimatori del pregiato prodotto originale – sottolineano i finanzieri – e danneggiare gli operatori corretti del settore, oltre che il Fisco».

Con l’aumento di tartufo proveniente dall’estero è importante tenere alta la guardia su eventuali violazioni che potrebbero danneggiare consumatori e tartuficoltori locali. È quanto afferma Coldiretti Umbria. «Proprio la candidatura della ‘cultura del tartufo’ a patrimonio immateriale dell’umanità costituisce un passo importante per difendere un sistema segnato da uno speciale rapporto con la natura – scrive in una nota Coldiretti – in un rito ricco di aspetti antropologici e culturali che sviluppa nei territori vocati un business stimato in oltre mezzo miliardo di euro. Il via libera all’unanimità della Commissione italiana per l’Unesco della candidatura della ‘cultura del tartufo’ è positivo anche come sostegno a Norcia e alle altre aree del sisma. Un segnale di attenzione che – ricorda Coldiretti – arriva dopo l’inaugurazione lo scorso 24 febbraio della Fiera del Tartufo di Norcia da parte del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni»

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