Passeggeri all'interno dello scalo (foto F.Troccoli)

Due multe per tabacchi lavorati all’estero e portati in Italia via aereo. Merce contraffatta e 70 infrazioni comunitarie per il tentativo di introdurre alimenti mal conservati. Questo il bilancio 2020 dell’attività dell’Agenzia delle Dogane in servizio all’aeroporto di Perugia e che, causa Covid-19, è stata fortemente contenuta al pari del traffico aereo.

Tabacchi, merce contraffatta e cibo avariato Nei dodici mesi di attività, comunque, i funzionari dello scalo umbro hanno rilevato due infrazioni per l’introduzione di tabacchi lavorati all’estero eccedenti la franchigia: la violazione è costata 1.666 euro di multa e naturalmente la confisca del tabacco non dichiarato. Pizzicato anche un carico di merce contraffatta a marchio Chanel e Louis Vuitton. Si tratta di undici pezzi di pelletteria che sul mercato sarebbero valsi circa 25 mila euro. Infine oltre 350 chilogrammi di scorte alimentare personali sono state sequestrate a una settantina di viaggiatori tutti provenienti dall’Albania. A loro è stata contestata l’infrazione del regolamento comunitario 206/2009 perché gli alimenti, prevalentemente carni e latticini, erano in condizioni di conservazione giudicate dai funzionari non idonee al consumo.

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