Convalidato il fermo sia di Alfredo Mangone che di Tatiana Ionel e confermata la misura cautelare del carcere per il “maestro” e la “maestra” della presunta setta di Pietralunga (Perugia). Questa la decisione del gip del tribunale di Perugia davanti alla quale martedì pomeriggio erano comparsi in sede di udienza di convalida i due sedicenti guru dell’associazione culturale “Conoscenza è libertà”. La coppia, lui calabrese di 56 anni, lei moldava di 48 anni, si era avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al gip e agli inquirenti.

Nel primo pomeriggio di mercoledì, poi, è stato convalidato anche il fermo del terzo indagato, disponendo anche per lui la misura del carcere a Poggioreale (Napoli), mentre Mangone e Ionel sono reclusi a Perugia. Vanno invece avanti le ricerche per rintracciare il quarto indagato su cui la Procura di Perugia ha fatto scattare il fermo di indiziato di delitto, che ancora non è stato eseguito. Ai componenti della presunta setta di Pietralunga, che complessivamente sono sei, perché ci sono anche due indagati a piede libero, il sostituto procuratore Laura Reale contesta l’associazione per delinquere finalizzata ai reati di truffa ed estorsione, con Mangone che deve rispondere anche dell’accusa di violenza sessuale.

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