di Fra. Mar.
Inizierà il 27 gennaio prossimo l’udienza preliminare per la morte di Cheng Shang, la ragazza cinese di 19 anni morta nell’agosto del 2013 a Monte del Lago,Perugia, per cui sul banco degli imputati siede un 40enne di Firenze, Lorenzo Perrone, accusato di violenza sessuale aggravata, morte in conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere.
Accusa Era stato lui infatti a trascorrere con lei gli ultimi momenti in cui era viva quella tragica sera del 13 luglio. Era stato lui ad averla conosciuta in chat e ad averla portata al lago. Sempre lui quello che aveva fornito la droga alla ragazza. Lorenzo Perrone, trovato dagli uomini del reparto operativo dei carabinieri di Perugia, dopo che le amiche della giovanissima vittima avevano fornito elementi per rintracciarlo, ha sempre sostenuto che la ragazza ha assunto coscientemente la droga. Perché voleva provarla. E che poi si sarebbe sentita male subito dopo.
Capo imputazione Ma il capo d’imputazione parla di un’altra storia. Agghiacciante: Perrone avrebbe «acquistato un quantitativo imprecisato di MDMA, e averlo ceduto a Sheng Chang in concentrazioni tali da ingenerare intossicazione acuta mortale. Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di indurla a subire, in condizione di inferiorità fisica e psichica, energiche violenze sessuali». Il pm Masimo Casucci lo accusa anche di morte in conseguenza di altro reato perché «quale conseguenza non voluta dal colpevole ma comunque ipotizzabile in base ai comuni parametri della scienza medica e delle conoscenze medie in materia di sosteniblità di sostanze stupefacenti da parte della ragazza, 19enne e non abituata all’uso sistematico e in quantità considerevoli di sostanze stupefacenti, la morte della stessa Cheng Shang, per miocardio- tossicità acuta da assunzione di MDMA in dose letale aggravata dall’incremento della produzione di catecolamine derivante dalla attività sessuale indotta». Infine Perrone, ha «occultato il cadavere di Sheng Chang nel sottobosco prospiciente il parcheggio della spiaggia Albaia». I familiari della ragazza si costituiranno parte civile con l’avvocato Luca Maori.
