di Mas. Col.
Licenziamento per sei dei sette dipendenti arrestati nel giugno scorso. Per l’altro attività sospesa per venti giorni. E’ la decisione annunciata dal sindaco del comune di Stroncone, Alberto Falcini, in merito all’inchiesta portata avanti dalla procura della Repubblica di Terni che ha riguardato il caso dei lavoratori del parco auto accusati di non rispettare in pieno gli orari di lavoro e di timbri ‘facili’ del badge di ingresso e uscita. Le decisioni sono state già tutte notificate ai diretti interessati.
Il consiglio comunale Ad annunciare la novità è stato dunque direttamente il primo cittadino di Stroncone nel pomeriggio di giovedì: durante un suo intervento nella seduta del consiglio comunale Falcini ha reso note le decisioni in merito ai dipendenti coinvolti nell’inchiesta. Sei di loro sono stati così licenziati, mentre il capo area è stato sospeso per venti giorni dall’attività lavorativa.
La ricostruzione Decisioni che sono arrivate al termine dell’iter del procedimento disciplinare, avviato parallelamente alle indagini della procura che hanno invece riguardato il lato penale della vicenda. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri su coordinamento del pubblico ministero Elisabetta Massini i dipendenti finiti agli arresti domiciliari più volte si erano accordati per timbrare il cartellino in modo da eludere il rispetto dell’orario di lavoro. Anche, secondo gli inquirenti, portando avanti affari personali proprio nelle ore in cui invece dovevano essere in orario di lavoro. Ai domiciliari era finito anche un settimo dipendente, che in quella fase era in mobilità e per il quale non sono stati annunciati provvedimenti.
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