venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:18
8 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 22:05

Stroncone, assenteismo in Comune: sette dipendenti arrestati, timbravano e poi a fare spesa

Blitz dei carabinieri all'alba per l'operazione 'Badge in Comune', scattano i domiciliari per gli operai del municipio accusati di truffa aggravata. Esposto presentato dal sindaco

Stroncone, assenteismo in Comune: sette dipendenti arrestati, timbravano e poi a fare spesa
Gli inquirenti (foto Colonna)

di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi

Nelle prime ore di mercoledì i carabinieri hanno arrestato sette dipendenti del Comune di Stroncone destinatari della misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Terni, nell’ambito del contrasto all’assenteismo nella pubblica amministrazione. Al personale del municipio la magistratura contesta il reato di truffa aggravata continuata in concorso. I particolari dell’indagine saranno illustrati dal procuratore capo Alberto Liguori, nel corso di una conferenza stampa convocata per metà mattina.

Gip: «Assenteismo anche coi carabinieri in Comune»

Assenteismo in Comune Stando a quanto riferito dal comando provinciale dei carabinieri, i dipendenti comunali coinvolti sarebbero gli operai dell’ente addetti alle manutenzioni, non quindi impiegati degli uffici. Le indagini avrebbero accertato un meccanismo ben rodato e sistematico con cui il personale della struttura municipale sotto accusa formalizzava la propria presenza al lavoro risultando poi assente. Il sistema consisterebbe soprattutto in ritardi e uscite anticipate. Gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla procura, si sarebbero protratti per circa tre mesi, facendo emergere la presunta truffa aggravata ai danni del Comune di Stroncone.

Stroncone mercoledì mattina: fotogallery

L’esposto A far scattare l’operazione è stato un esposto dello stesso sindaco Falcini presentato a ottobre scorso. Il 18 dicembre scorso poi partite le indagini dei carabinieri che hanno sfruttato la visione di documenti, appostamenti e pedinamenti. L’obiettivo era quello di verificare le ipotesi emerse proprio dall’esposto del primo cittadino che, secondo quanto riferito in conferenza stampa, più volte verbalmente avrebbe richiamato i dipendenti infedeli senza però ottenere evidentemente risultati.

Lo schema A descrivere il meccanismo utilizzato sono il procuratore capo Alberto Liguori, il pubblico ministero Elisabetta Massini e il comandante provinciale dei carabinieri Giovanni Capasso, insieme al comandante della compagnia di Terni Dario Allegretti e il tenente Mirco Marcucci. Da quanto emerso in sostanza i dipendenti comunali si erano organizzati per far timbrare il badge ad uno solo di loro, anche attraverso dei turni, mentre gli altri non si presentavano al lavoro.

A fare la spesa Secondo quanto ricostruito dunque, in quello che il procuratore capo ha definito un ‘impianto robusto’ rispetto alle ipotesi di reato, i sette dipendenti comunali sfruttavano il tempo in cui dovevano essere al lavoro per fare la spesa o per compiere altre commissioni.

Chi sono Si tratta di operai che lavorano nel settore autoparco del Comune, tutte dipendenti con una certa anzianità lavorativa, con il più grande classe 1954. Quattro sono residenti a Terni, due a Stroncone e uno a Narni. Secondo l’accusa avrebbero sfruttato anche i mezzi comunali nelle occasioni in cui hanno messo in piedi il loro piano.

Le accuse La procura nei loro confronti si è mossa con gli uffici del procuratore Massini per le ipotesi di reato di truffa aggravata continuata in concorso. Il giudice per le indagini preliminari Maurizio Santoloci ha poi firmato l’ordinanza cautelare e i sette sono finiti agli arresti domiciliari in attesa di essere interrogati.

Da Stroncone L’ente locale ha un organico composto da 21 dipendenti, compresi i sette arrestati, così come ha riferito a Umbria24 un’impiegata del Comune, dove per il momento le bocche restano cucite. Qui mercoledì mattina intorno alle 9 è arrivato il sindaco Alberto Falcini, anche lui non ha voluto rilasciare dichiarazioni se non: «Preferisco non parlare e attendere che la magistratura faccia il proprio lavoro». E’ emerso che a dare input all’indagine è stato proprio il sindaco Falcini che ha presentato un esposto nell’ottobre scorso. Nel bar della piazza di Stroncone, di fronte al municipio, alcuni dei presenti hanno manifestato stupore per l’inchiesta giudiziaria e gli arresti dei sette dipendenti comunali. Una cliente, appreso che si trattava di un’indagine per assenteismo, ha commentato: «Allora succedono anche da noi queste cose». Nel piccolo bar della piazza all’alba hanno visto arrivare i carabinieri e per un paio di ore le voci sugli arresti sono rimbalzate tra caffè e cappuccini. Poi quando le porte del municipio si sono aperte, i timori sono diventati realtà.

Cgil In una nota la Cgil dell’Umbria scrive: «La magistratura accerti i fatti gravissimi di Stroncone e se dalle indagini risultassero confermate le accuse ai 7 dipendenti arrestati la Cgil dell’Umbria si costituirà parte civile, perché questi comportamenti sono inaccettabili e rappresentano un’offesa e un grave danno per tutti i dipendenti pubblici e privati onesti che vogliamo rappresentare e tutelare».

Liberati (M5s) Sull’inchiesta ‘Badge in Comune’ è intervenuto anche il capogruppo del M5s in Regione, Andera Liberati: «La vicenda dell’assenteismo nel Comune di Stroncone provoca la nausea. Fa male al cuore. Credo che ognuno di noi, nel recepire la notizia, pensi ai tanti senza lavoro; ai tanti, troppi sfruttati; ai tanti oppressi, laureati e formati, costretti a restare a casa; ai tanti che devono lasciare l’Italia. Ascoltiamo quotidianamente episodi non dissimili, ma, a dispetto della cronaca odierna, occorre segnalare come ancor oggi, il legislatore, la politica, non aiutino concretamente quei dipendenti pubblici che, autentici civil servant, trovano il coraggio di denunciare gli eventuali illeciti commessi in seno alla complessa organizzazione statuale. Questo favorisce, in qualunque sede, le condotte più esecrabili. Il sindaco di Stroncone è stato protagonista di un atto non eroico, ma doveroso per un pubblico ufficiale; certo un atto di valore, specie nel Paese di Pulcinella, un Paese moralmente devastato, sfondato. Una riflessione più compiuta sulle tante pesanti storture della P.A. non può esimerci dal pretendere giustizia, consapevoli però che certe storie sono sintomo di una profonda quanto irrisolta questione culturale, oltreché politica: è in tale cornice che il Movimento 5 Stelle opera. E ogni giorno, a ogni livello, prosegue la propria lotta per restituire ai cittadini le istituzioni, nella loro primigenia dignità».

Twitter @tulhaidetto e @chilodice

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

-->

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO
  • Quinterno Soldi

    Questa gentaglia dovrebbe essere licenziata immediatamente e dare il loro posto alle tantissime persone che sono in cerca di un lavoro dignitoso. Questi soggetti hanno sputato sopra alla fortuna di avere un posto sicuro nella PA! Accontentiamoli, spedendoli a casa!

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250