di M.T. 

E’ di tre morti e due feriti gravi il tragico bilancio della strage, al tribunale di Milano, di questa mattina.

La ricostruzione Autore del triplice omicidio è l’immobiliarista Claudio Giardiello, di 57 anni, giunto in tribunale, questa mattina, con la pistola in tasca. E’ imputato in un processo per fallimento della Immobiliare Magenta di cui è socio di maggioranza. Mentre era in udienza, seduto tra i banchi riservati al pubblico e – secondo una prima ricostruzione – durante un momento di concitazione, l’uomo impugna l’arma e la rivolge presumibilmente in direzione del pm. Quest’ultimo riuscirà a schivare i colpi che invece raggiungeranno Lorenzo Alberto Claris Appiani, il suo ex legale, presente in aula in qualità di testimone. Ha quindi ferito altre due persone in maniera gravissima: Davide Limongelli (socio di Giardiello nella società) e Stefano Verna, commercialista e altro testimone del processo. Avrebbe poi lasciato l’aula e si sarebbe messo a cercare l’ufficio del giudice Ferdinando Ciampi al piano di sotto. Anche il giudice avrebbe dovuto testimoniare al processo. Giardiello entra nel suo ufficio e lo fredda. Poi rimane a lungo all’interno del tribunale nascondendosi e infine riesce ad uscire, a raggiungere la sua moto e scappare per circa mezz’ora. Sarà bloccato a Vimercate, all’interno di un supermercato. Poi accusa un malore e viene trasferito in ambulanza in ospedale.

Ciampi Il giudice Ciampi che pare essere morto sul colpo, è originario della Campania, precisamente di Fontanarosa, nell’Avellinese, in Irpinia. Si è laureato a Perugia a metà degli anni 60. Laurea in Giurisprudenza e poi una esperienza di alcuni anni come assistente alla cattedra di Diritto industriale all’università di Economia e Commercio del capoluogo umbro. Con Perugia il giudice ha continuato ad avere intensi rapporti professionali, partecipando a convegni e seminari.

Terrore Dopo il terrore che ancora si respira in tribunale a Milano, si cerca di capire ora come Giardiello, descritto come un imprenditore nei guai fino al collo in questioni finanziarie, sia riuscito ad entrare con l’arma. Se cioè è verosimile la dichiarazione di un funzionario che spiega come il meccanismo del metaldetector sia danneggiato, particolare questo smentito dagli uffici, oppure sia riuscito ad entrare insieme al suo avvocato attraverso la corsia riservata ai legali a cui è consentito mostrare soltanto il documento. Intanto molti testimoni raggiunti dai media di tutt’Italia alle porte del tribunale raccontano di momenti di panico. C’è chi dice di essere entrato nella stanza del giudice assassinato pochi istanti dopo e di averlo trovato già senza vita, mentre avrebbe sentito i passi di corsa dell’assassino, e chi racconta di averlo visto con un piede sanguinante nascondersi tra i corridoi del tribunale dove avrebbe continuato a sparare, prima di raggiungere la sua motocicletta.