di Chiara Fabrizi
Una bretella di 1,7 chilometri dall’imbocco marchigiano della galleria San Benedetto fino alla frazione di Capodacqua per continuare a garantire un collegamento stradale tra Norcia e Arquata del Tronto e contestualmente far partire i lavori della galleria Cesaronica, che attualmente rientra nell’itinerario provvisorio aperto a fasce orarie e su viabilità secondaria tra i due comuni terremotati.
VIDEO: RAMPE E CAVALCAVIA COME PUZZLE
Serve una bretella per scongiurare la chiusura E’ questa la soluzione che ha scongiurato la chiusura del collegamento tra Norcia e Arquata dove la statale Tre Valli, chiusa dal terremoto del 24 agosto 2016, è interessata da 96 milioni di euro di interventi di riparazione di dieci gallerie e otto viadotti su cui, al momento, Anas continua a non indicare una data di fine lavori «perché – si continua a spiegare – gli interventi sono complessi e soprattutto condizionati alle aperture del traffico, con l’obiettivo che resta l’ampliamento delle fasce orarie di apertura dell’itinerario provvisorio Norcia-Arquata, che potrebbe essere percorribile h24 da inizio anno». I lavori nella galleria Cesaronica sono stati già appaltati ma per partire serve realizzare la bretella, per evitare di chiudere il collegamento stradale tra Norcia e Arquata del Tronto. L’opera è stata progettata ed è al centro di una conferenza servizi, con gli enti che si occupano della gestione delle risorse idriche e della protezione ambientale che hanno formulato delle prescrizioni, per cui Anas sta al momento adeguando il progetto esecutivo che dovrà essere sottoposto all’approvazione della stessa conferenza dei servizi. Arrivato il via libera si potrà realizzare la bretella che avrebbe tempi di esecuzione inferiori ai 90 giorni.
MAPPA INTERATTIVA PONTI E VIADOTTI DELL’UMBRIA
Rampe e cavalcavia come puzzle Negli ultimi giorni, poi, tra i 31 interventi di consolidamento strutturale che compongono il maxi cantiere della statale terremotata, è iniziato anche il sollevamento con spostamento e riposizionamento dei cavalcavia e delle rampe che, in zona Arquata, compongono lo snodo tra la statale Tre Valli e la Salaria (foto). Per evitare la chiusura della sottostante Salaria, le operazioni si svolgono esclusivamente in orario diurno. Ciascuna delle undici campate – del peso variabile da 190 a 250 tonnellate – viene sollevata con l’ausilio di due speciali autogru da 500 tonnellate di portata, poggiate su speciali carrelli semoventi e sistemate fuori dalla sede stradale, in modo da eseguire gli interventi e riposizionare l’intero elemento sulle pile entro la mattina, per riaprire al traffico la statale Salaria. Il cantiere da 3 milioni di euro comprende il risanamento del calcestruzzo, il consolidamento delle pile, il riallineamento geometrico dell’impalcato e l’installazione di dispositivi antisismici che migliorano il comportamento della struttura in caso di terremoto.
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