Bussava alla porta o suonava il campanello, anche in piena notte, per poi scappare, faceva squillare il telefono e riattaccava, toglieva la luce staccando il contatore. Era un incubo, per una donna di 60 anni, ogni volta che un 55enne spoletino, ma residente fuori regione, tornava in città. O, meglio, nel suo stesso palazzo. Ora non potrà più farlo, perché il giudice ne ha vietato la dimora a Spoleto per stalking.

Stalking Le azioni di molestia, anche se periodiche, perché legate alla saltuaria presenza dell’uomo, andavano ormai avanti da oltre un anno al punto che la vittima nel mese di dicembre ha trovato il coraggio di chiedere aiuto alla polizia la situazione. Gli agenti del commissariato spoletino, agli ordini di Claudio Giugliano, hanno quindi indagato e fornito al tribunale le prove che quanto denunciava la donna era vero, compese numerose testimonianze. Lei riferiva di essere molto turbata e di aver forte timore di incontrare il 55enne perché, in alcune occasioni, aveva dovuto subire ingiurie e minacce senza alcun motivo o per aver chiamato la polizia. Tanto che era costretta a farsi accompagnare dai suoi parenti ogni volta che doveva uscire di casa, recarsi in garage o vivere gli spazi condominiali. La 60enne ha manifestato anche un grave disagio psichico, di forte stress emotivo, dimostrato con certificazione medica specialistica. Adesso, su ordine del giudice, lo stalker non potrà più tornare in città e se dovesse ripresentarsi rischierebbe l’aggravamento della misura o addirittura il carcere.

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