di Chiara Fabrizi
Tecnici della protezione civile sul Ponte delle Torri chiuso da un mese e il sindaco Fabrizio Cardarelli dal ministro Angelino Alfano col report dei danni provocati dal terremoto. È al lavoro per «dimostrare il nesso di causalità tra lo stato del monumento simbolo di Spoleto e il sisma del 24 agosto», la direzione tecnica del Comune guidata dall’architetto Giuliano Maria Mastroforti che ha partecipato al sopralluogo compiuto dagli esperti della Dicomac (direzione comando e controllo della prociv) e che sta comparando l’esito dei rilievi compiuti dai droni con l’ultima documentazione analoga disponibile.
Tecnici della protezione civile sul Ponte delle Torri L’operazione è stata definita «prioritaria» dalla giunta comunale ben consapevole «di come occorra accertare i danni per accedere ai finanziamenti». Nell’ambito del sopralluogo «particolare attenzione – fa sapere il Comune di Spoleto con una nota – è stata dedicata agli aggravamenti provocati dal recente sisma, in situazioni che già in passato avevano mostrato tutta la loro criticità». Proprio perché di messa in sicurezza del Ponte delle Torri si parla da tempo, la pratica è particolarmente sensibile e la comparazione dello stato pre e post sisma è fondamentale. Al momento sull’esito dei sopralluoghi nessuno si sbilancia in attesa che tutte le verifiche e le comparazioni del caso producano un quadro completo da inviare al più presto al commissario Vasco Errani, con cui il sindaco avrebbe avuto un contatto telefonico. Cardarelli, nell’ambito della presentazione dei nuovo assessori Camilla Laureti e Corrado Castrovillari, ha reso noto di aver incontrato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano a cui «ho consegnato – ha detto – il report dei danni provocati dal sisma e le attività svolte dal Coc», il centro operativo comunale attivato il 24 agosto.
Sopralluoghi lumaca e 130 sfollati In base a quanto risulta, in città sono stati richiesti quasi 2 mila sopralluoghi, ma quelli eseguiti sono meno di 800 principalmente a causa della carenza di squadre di tecnici rilevatori, passate dal massimo di nove ad una, tanto che da tre giorni vengono effettuati tre, quattro sopralluoghi al giorno. La verifica con relativa documentazione rilasciata è essenziale per ottenere il risarcimento del danno, integrale per la prima casa e pure per la seconda, fa eccezione la seconda casa che non insiste in un centro storico. A Spoleto, poi, sono circa 130 le persone rimaste senza un tetto. Tutti hanno richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione: una novantina di loro ha già trovato un’altra abitazione, mentre i restanti risultano ancora ospitati in strutture ricettive e starebbero faticando a trovare analoga sistemazione. Si tratta soprattutto di famiglie a basso reddito che non dispongono di garanzie a volte richieste dai locatori e in questo senso occorrerà intervenire.
Spoleto fuori dal cratere In questo quadro il sindaco, sempre durante la conferenza stampa, ha commentato: «Non mi ha fatto piacere l’esclusione della città cratere del sisma o area interna, credo che la nostra posizione vada valutata con cura». Spoleto, infatti, non è stata inserita nell’elenco dei quattordici comuni umbri a cui il decreto del governo sul terremoto riconoscere maggiori strumenti, specie sul fronte economico. Non si esprime oltre il sindaco che recentemente a Norcia ha anche incontrato il ministro Graziano Delrio. Il tentativo del primo cittadino appare evidente, ma se da una parte anche a volerlo risulta complessa una modifica al decreto già pubblicato in Gazzetta ufficiale, dall’altra c’è il Ponte delle Torri che necessita di aiuto da anni e a cui il terremoto non ha di certo fatto bene. E di questo è stato interessato anche il ministro Dario Franceschini, a muoversi su questo fronte è stato il senatore Stefano Lucidi (M5s).
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