La protesta degli operai della Ims (Foto Fabrizi-U24)

di Chia.Fa.

Sindacati, consiglieri provinciali, sindaco di Spoleto, tutti seduti intorno al tavolo della terza commissione della Provincia per discutere della crisi della Ims, ex-Pozzi, l’azienda metallurgica con 278 dipendenti in organico e un altro centinaio legati a contratto a tempo determinato e non rinnovato che alla fine dell’agosto ha attivato le prime 13 settimane di cassa integrazione, rinnovate per altre 13 settimane alla metà di dicembre.

La proprietà non si presenta La convocazione avrebbe potuto essere l’occasione per chiedere ai vertici dello stabilimento di Santo Chiodo, di proprietà del gruppo varesino Casti, quali risultati erano stati conseguiti in termini di commesse e a che punto fosse la redazione del famoso piano industriale atteso dalle parti ormai da tanti, troppi mesi. Ma in Provincia non si è presentato nessuno. Né il direttore del polo metallurgico spoletino, l’ingegnere Massimo Santoro, né altri dirigenti del gruppo.

Santoro: «Non parlo con la stampa» Raggiunto telefonicamente da Umbria24 il numero uno della Ims, ex-Pozzi, si è trincerato dietro al classico «no comment». Direttore perché non avete partecipato all’incontro? «Non rilascio alcuna dichiarazione alla stampa». Va bene, ma il piano industriale e le commesse di cui si parla da tempo a che punto sono? «Sono occupato, mi scusi». Niente di più, tutto tace.

Operai avviliti Inutile dire che il silenzio della proprietà e le continue voci sull’assenza di commesse continuano a creare ulteriore allarme tra le maestranze dell’azienda che, ormai da quattro mesi sono stati messi in cassa. La crisi della Ims sta mettendo in seria difficoltà il tessuto economico produttivo dello Spoletino che, negli ultimi anni, di pezzi importanti ne ha già persi troppi.

La pazienza delle istituzioni L’assenza ingiustificata non è comunque piaciuta alle istituzioni. A cominciare dal consigliere provinciale eletto nella circoscrizione spoletina Giampiero Panfili che ha sottolineato in apertura la gravità del comportamento. A seguire è stato lo stesso primo cittadino di Spoleto, il sindaco Daniele Benedetti, a spiegare: «La situazione è preoccupante: che ci diciamo tra di noi dopo i tantissimi incontri fatti? Manca l’interlocutore reale stiamo ancora aspettando il piano aziendale, senza questo non possiamo produrre niente di valido e di realmente produttivo». Della stessa opinione il capogruppo dei Socialisti riformisti, Enrico Bastioli: «Qualcuno non gioca nel verso in cui deve giocare dobbiamo essere allora dinamici, capire che cosa si può fare: se c’è la volontà di rimanere nel territorio, che si dimostri».

Pronto calendario di lavoro A formulare la proposta conclusiva è il capogruppo del Pdl Piero Sorcini che ha invitato i colleghi alla redazione di un piano di lavoro con una serie di appuntamenti e incontri in programma nelle prossime settimane. Sarà da vedere se la proprietà parteciperà al calendario proposto della terza commissione o se, come fatto oggi, mancherà agli appuntamenti.

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