di Chia.Fa.
«E se invece di reti, telecamere, cancelli, vigilanza si mettesse a disposizione delle persone disperate che raggiungono il ponte delle Torri per togliersi la vita un numero verde, un punto d’ascolto fatto di persone competenti operative h24 pronte a dare un aiuto?». Sulla delicata e sempre dibattuta questione dei suicidi dal monumento simbolo di Spoleto arriva anche la proposta del Movimento 5 stelle che, in scia con le misure adottate in alcune aree critiche del nord Europa, apre ad un approccio totalmente diverso per tentare di scongiurare, se non altro parzialmente, il drammatico fenomeno.
«Cartelli per segnalare numero d’ascolto e aiuto» L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che «A volte alla base di questi gesti estremi, che non vengono certo impediti da ostacoli o reti, c’è una mancanza di ascolto». E allora ecco la proposta: «Consci del fatto che (probabilmente) se una persona ha deciso di togliersi la vita se la toglie e basta e consci del fatto che se ne sono sentite di tutti i colori sulla questione dei suicidi al ponte delle Torri, perché non provare a garantire un servizio telefonico di ascolto e aiuto da segnalare, in armonia con l’architettura del monumento, con due o tre cartelli installati sul Ponte? A nostro avviso sarebbe una soluzione più economica e meno invasiva di improbabili reti, cancelli, bodyguards o inanimate telecamere».
«Sarebbe molto anche servisse a salvare una sola vita» La onlus di cui si servono molti dei paesi del nord Europa, fanno sapere dal Movimento 5 stelle, è attiva anche in Italia. «Samaritans (questo il nome dell’associazione, ndr) nasce specificatamente per aiutare persone sull’orlo del suicidio, purtroppo, a differenza di altre parti del mondo, per motivi economici gli operatori italiani non riescono a garantire il servizio telefonico h24, ma probabilmente con un piccolo contributo da parte del Comune questa associazione riuscirebbe ad essere attiva per l’intera giornata, diversamente potrebbe essere il Comune stesso a garantire un servizio simile». E infine: «La nostra proposta forse non risolverà la questione, forse di cento persone che tenteranno il suicidio solo una chiamerà quel numero, ma servisse anche solo a salvare una vita, sarebbe già tanto. Forse davvero, come diceva uno spot anni fa, una chiamata può salvare la vita».


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