La discarica di Sant'Orsola

di C.F.
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«Disponibili a ragionare sull’ampliamento della discarica». È destinata a far discutere l’apertura del sindaco Fabrizio Cardarelli sul futuro di Sant’Orsola, il sito di conferimento dei comuni di Folignate, Spoletino e Valnerina, recentemente riaperta e con un’autonomia di circa 18 mesi, anche se molto dipenderà dai livelli di indifferenziata prodotti dai 160 mila umbri del territorio di riferimento.

Cardarelli: «Risarcimento per abitanti della zona» L’ipotesi di aumentare le cubature della discarica, fin qui osteggiata dal Comune di Spoleto su cui insiste, è stata resa nota durante la conferenza di fine anno: «Sì, siamo pronti a discutere questa ipotesi – ha affermato Cardarelli sollecitato sul punto – ma naturalmente dovremmo individuare forme di vero risarcimento per gli abitanti della zona, come ad esempio l’esenzione dal pagamento della Tari», cioè la tassa per i rifiuti.

In commissione contrarietà bipartisan Quale sarà la reazione degli abitanti della zona, ma anche delle forze politiche di maggioranza e opposizione resta un’incognita, anche se circa un mese fa i direttori di Ati3 e Vus, Fausto Galilei e Walter Rossi, ascoltati in commissione ambiente paventarono la possibilità di un ampliamento della discarica di Sant’Orsola. In quella circostanza, è emersa una netta e unanime contrarietà che i consiglieri presenti non tardarono a esprimere, respingendo duramente l’ipotesi messa sul tavolo, in particolare, da Galilei

In discarica un ettaro e mezzo non coltivato Il direttore dell’Ati3, in quella sede, ha spiegato che all’interno del perimetro di Sant’Orsola è disponibile un ettaro e mezzo di terreno non coltivato, cioè su cui non si sono mai conferiti rifiuti. «Si tratterebbe – ha articolato Galilei – di un ampliamento anomalo perché non comporterebbe un’estensione della discarica, ma solo un aumento delle cubature». Particolare che, va detto, non ha spostato la reazione dei consiglieri presenti.

Trattative per ristoro e piano razionalizzazione Vus Ma la partita dei rifiuti che sta giocando il sindaco Cardarelli, attualmente anche presidente dell’Ati3, interessa anche il ristoro ambientale che i comuni versano nelle casse dell’ente spoletino per conferire in discarica e soprattutto sui costi di gestione diventati ormai elevatissimi, soltanto a Spoleto nel 2014 si sono versati 7.2 milioni di euro. E in questo senso il primo cittadino ha affermato: «Nell’ultima riunione dell’Ati3, di concerto con tutti i sindaci dei 22 comuni è stato chiesto ai dirigenti Vus di varare un piano di razionalizzazione per contenere la spesa del servizio diventata per tutti insostenibile, dobbiamo assolutamente conseguire un risparmio, così come abbiamo aperta una trattativa con la Regione per ridefinire il valore del ristoro ambientale, che per il Comune di Spoleto corrisponde a 9 euro a tonnellata, troppo poco». La partita è articolata e le grandi manovre sono già iniziate.