Giancarlo Cintioli

di C.F.
Twitter @chilodice

«Immobilismo e mancanza di un progetto politico». Sono questi alcuni dei passaggi che sarebbero contenuti nel durissimo atto con cui Giancarlo Cintioli ha formalizzato le proprie dimissioni da assessore, tra le altre, ai Lavori pubblici. Il documento è stato protocollato in tarda mattinata, dopo un breve confronto con il sindaco Daniele Benedetti e contatti telefonici con i vertici del Pd, naturalmente informati della decisione. Dopo Paolo Proietti, ormai ex assessore al Bilancio, anche Cintioli, dunque, ha rotto gli indugi, uscendo di scena a pochi minuti da una cruciale riunione di giunta, finita poco prima delle 14.

TUTTO SUL BUCO DI BILANCIO

Lascia anche Cintioli L’accusa di immobilismo al sindaco Benedetti arriva subito: «Ho maturato questa doverosa decisione – scrive l’assessore dimissionario – poiché nonostante più volte abbia portato alla tua conoscenza la necessità di intervenire rapidamente nell’azione amministrativa, ad oggi, non è più possibile temporeggiare poiché la città attende segnali e risposte rapide ed efficaci. Detto questo – prosegue – appare un po’ tardivo il tuo appello all’unità, a lavorare insieme “per dare concretezza, in tempi rapidi, alla proposta di riequilibrio e dare cosi certezze e rassicurazioni ai cittadini” poiché ad oggi – è l’affondo – manca un progetto serio per un credibile piano di rientro triennale dal disavanzo di amministrazione e sul tavolo ci sono solo proposte fantasiose e poco attuabili, mentre occorre una azione decisa non incentrata solo ed esclusivamente a salvaguardare il presente bensì proiettata nel futuro a tutela e salvaguardia dei cittadini».

Le dimissioni Che le proprie dimissioni, seguite a quelle del collega Proietti, potrebbero far scrivere la parola fine sull’avventura amministrativa della giunta Benedetti, Cintioli sembra essere consapevole: «Il mio – si legge nel documento protocollato – è un atto forte, dirompente ma dettato dal senso di responsabilità e dalla necessità di dare certezze alla città in un momento delicatissimo che ruota inevitabilmente attorno al disavanzo di bilancio. Sia chiaro – precisa  – le mie dimissioni non sono un atto di resa bensì un atto d’amore verso la città, affinché si possa uscire da una impasse che rischia di compromettere il futuro di Spoleto».

Resa dei conti Dopodiché l’ormai ex assessore si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Ho sempre lavorato per sostenere al massimo l’attuale vicenda amministrativa – scrive – e la mia disponibilità nei tuoi confronti, del partito e soprattutto della città è stata e continuerà sempre ad essere totale. Ho sostenuto lealmente la tua candidatura sin dall’inizio, rinunciando alle primarie (per le amministrative 2009, ndr) e mettendo a disposizione la mia determinazione, professionalità, e disponibilità quando, nel 2011, sono stato chiamato a ricoprire il ruolo di assessore. Ho continuato a lavorare, onestamente e incessantemente – prosegue – anche quando, senza alcuna ragione e soprattutto senza alcuna spiegazione, mi sono state tolte via sms deleghe importanti e sono stato relegato ai margini dell’attività amministrativa. Nonostante ciò, ho provato, sempre con estrema correttezza, a mantenere rapporti collaborativi con te, con la giunta e la maggioranza e ho cercato sempre, con serietà, trasparenza e responsabilità, di affrontare i problemi poiché la logica del temporeggiare e rimandare davvero non mi appartiene».

Pd in conclave Cosa succederà nelle prossime ore è presto per dirlo, ma la crisi è ormai precipitata. Nel pomeriggio, comunque, tornerà a riunirsi la segreteria Pd allargata alla giunta e al gruppo consiliare, anche se probabilmente si attenderà l’incontro di mercoledì con il segretario regionale Lamberto Bottini. Andrea Bartocci, intanto, spiega: «Le dimissioni dei due assessori sono il sintomo di un malessere profondo ed ampio che va analizzato e risolto, portandolo anche, come stiamo facendo, ai livelli provinciale e regionale del partito, nessuno ha intenzione di nascondersi dietro letture semplicistiche».

Rifondazione comunista «Tragedia sta diventando farsa» Nel frattempo, però,  Maura Coltorti (Rc) non fatica a parlare di «inspiegabile ostinazione del sindaco Benedetti nel mantenere in piedi un’amministrazione il cui operato è duramente criticato anche da due dei suoi più importanti esponenti», Proietti e Cintioli. E poi: « Il poco senso di responsabilità, che ha purtroppo caratterizzato l’operato della giunta in un momento difficilissimo per la nostra città, anche attraverso la delegittimazione della coalizione, ha raggiunto il suo culmine con la scoperta del buco di bilancio e le successive dichiarazioni del sindaco che certo non servono a tranquillizzarci. Torniamo quindi a chiedere le dimissioni del sindaco, ritenendolo un atto dovuto a una città che ha bisogno di risposte e di essere governata: servono scelte chiare, navigare a vista non paga. Che la tragedia di una città che sta morendo non venga trasformata in farsa»

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