Il Ponte delle Torri (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Tre sensori da 50 mila euro per stilare un rapporto sulla vulnerabilità del Ponte delle Torri. E dei droni che compiranno un rilievo fotogrammetrico sul monumento. Sarà un check up completo quello che entro il 2015 consegneranno gli esperti di Enea e Selta che, insieme ad altre società e istituzioni come Telecom e Cis Sapienza, hanno ottenuto 10 milioni di fondi comunitari da destinare al progetto Roma (Resilience enhancement of metropolitan areas) che prevede ricerca e interventi per la sicurezza di cittadini, territorio e infrastrutture.

Sensori e droni Denari che saranno riservati anche al Ponte delle Torri grazie alla proposta formulata dall’ingegnere del team tecnico, Fernando Leonardi, che per i siti di sperimentazione ha proprio pensato al monumento simbolo della ‘sua’ Spoleto, città in cui è nato e cresciuto prima di allontanarsi per motivi di lavoro. In buona sostanza, forse già entro la fine dell’anno, tre sensori saranno sistemati alle estremità e nella zona centrale del Ponte e lì resteranno almeno per un anno, tempo durante il quale le tecnologie permetteranno di registrare spostamenti relativi e millimetrici a cui è sottoposto il Ponte a causa sia degli eventi sismici che degli agenti atmosferici.

Vulnerabilità del Ponte L’operazione, come hanno spiegato i responsabili del progetto Vittorio Rosato e Gerardo De Caio, permetterà una mappatura del quadro fessurativo, vale a dire delle crepe presenti tra arcate e torri di cui si compone la poderosa opera, ma anche di prevedere la reazione del Ponte in caso di scenari di crisi, attraverso una serie di simulazioni. I droni invece sorvoleranno a distanza ravvicinata il monumento fotografando ogni sua parte e offrendo ulteriori elementi all’elaborazione della ‘diagnosi’ sullo stato di salute dell’opera romana.«»

Un check up completo che, seppur non di questo rilievo, mancava da quattro anni. «Siamo di fronte a una doppia opportunità – ha affermato il dirigente ai Lavori pubblici del Comune, Massimo Coccetta  – potendo confrontare l’evoluzione nel medio periodo del quadro fessurativo e avendo così un quadro più chiaro degli interventi di cui necessita la struttura, che tutti sappiamo ha le sue criticità». Già, perché al termine della sperimentazione Enea e Selta consegneranno al municipio una diagnosi a 360° sullo stato di salute del monumento a partire dalla quale individuare le priorità.

Servono soldi Un progetto sugli interventi strutturali e il restauro del Ponte è comunque circolato qualche anno fa, ma poi, considerato il peso economico dei  lavori, si parla di circa 14 milioni, nulla è mai stato fatto. «Sono otto anni – ha spiegato l’assessore Juri Cerasini – che senza successo chiediamo allo Stato l’8xmille per il Ponte, ora grazie a uno dei tanti cervelli in fuga da questa città abbiamo l’opportunità di compiere un passo fondamentale verso una piena tutela e sviluppo del monumento».

Ripulitura Ponte manca dal 1988 Intanto la manutenzione ordinaria latita e arbusti e infestanti continuano a invadere le torri, causando altre criticità strutturali al Ponte. In questo senso, è stato riferito che  l’ultimo intervento di ripulitura dell’opera è stato eseguito nel 1988 grazie a una convenzione siglata con il corpo dei vigili del fuoco. 

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