di Chia.Fa.
E’ lo zelo investigativo degli uomini commissariato di Spoleto ad aver permesso di individuare tra diversi quintali di materiali ferrosi sequestrati più di un anno fa a tre giovani dell’Est Europa le catene del monumento ai caduti di colle Attivoli. L’indagine, che ha richiesto anche la visione di foto storiche, si è chiusa con la denuncia per ricettazione a carico dei tre e la riconsegna delle catene al Comune di Spoleto che nei prossimi giorni provvederà a sistemarle.
Il sequestro L’estate scorsa gli agenti del vice questore aggiunto Francesca Peppicelli fermarono per un normale controllo un mezzo pesante. A bordo del camion tre giovani di nazionalità rumena del campo nomadi di Roma che senza alcuna autorizzazione trasportavano componenti in rame, tubi in ghisa, materiali di varie leghe e naturalmente le catene in questione. Merce che gli agenti sequestrarono insieme al camion, di proprietà di uno dei tre, facendo scattare a carico dei tre una denuncia per violazione del Testo unico per l’ambiente.
L’indagine non sembrerebbe avere alcun risvolto, almeno fino a quando uno degli uomini del commissariato non viene informato del furto delle catene del monumento, che il Comune però non aveva denunciato. Intuito investigativo e zelo fanno il resto. Dopo avere confrontato alcune delle catene sequestrate con documenti fotografici ed avere ascoltato un dipendente dell’Ente, gli uomini del commissariato sono riusciti ad identificare quelle del monumento ai caduti di colle Attivoli. Il magistrato ha quindi disposto il dissequestro e autorizzato la riconsegna dei materiali al Comune che nei prossimi giorni le rimetterà al proprio posto. Per i tre giovani rumeni è scattata anche la denuncia per il reato di ricettazione.

