di C.F.
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È in corso un vero proprio braccio di ferro tra Sapori d’Italia e Provincia di Perugia, fino al settembre 2011 soci insieme al Comune di Spoleto della Scuola di alta cucina, oggi in liquidazione. Già, perché la società per domenica 12 ottobre ha annunciato la «giornata inaugurale della ripresa delle attività» a Villa Redenta, residenza storica di proprietà della Provincia che ha ospitato, dopo ingenti investimenti in attrezzature, per l’appunto le attività Scuola.
Scuola d’alta cucina in liquidazione Mossa che non è passata inosservata ai due commissari liquidatori, Angelo Cerquiglini per il Comune e Danilo Montagano per la Provincia che il 3 ottobre hanno inviato una lettera al sindaco Fabrizio Cardarelli e al presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi segnalando l’evento di cui loro, in qualità di commissari, non erano stati informati. Vale la pena dire, a questo punto, che tra i due Enti fondatori della Scuola di alta cucina e la Sapori d’Italia è in corso un contenzioso, con annessa richiesta di risarcimento danni presentata dalla società.
Provincia ha diffidato Sapore d’Italia I rapporti, insomma, non sono idilliaci e non lo saranno fin quando non sarà trovato un accordo tra le parti o non arriverà a pronuncia del giudice civile. Nel frattempo, dunque, la prova di forza prosegue con la Sapori d’Italia che domenica illustrerà «il progetto di rilancio e la relativa offerta di servizi» da attivare a Villa Redenta e la Provincia che attraverso l’assessore Piero Mignini rende noto: «Abbiamo diffidato la Sapori d’Italia ad aprire domenica o qualsiasi altro giorno Villa Redenta».
