di Chia.Fa.
«Noi siamo i proprietari di questo appezzamento diventato abusivamente una strada, comunichiamo a tutti i residenti di San Giovanni di Baiano che a stretto giro chiuderemo il transito alla circolazione delle auto e delle moto, ammettendo solo pedoni e ciclisti».
Mini sottopasso di San Giovanni Questo il messaggio contenuto nel dossier stampato da 7 residenti della popolosa frazione e proprietari del terreno su cui è stata di fatto realizzata una breve strada per lo striminzito sottopasso ferroviario unico collegamento per raggiungere via Blasioli e la zona di via della Cava dall’incrocio tra San Giovanni di Baiano e San Martino, salvo che non si vogliano percorrere 3.5 chilometri di tragitto in più. Nel tratto in questione, dove alla luce della limitata larghezza della carreggiata si transita a senso unico alternato, di frequente si assiste a furgoncini incastrati nel sottopasso o vetture che perdono il carico montato sul portapacchi a causa di un passaggio che ha un’altezza di 1.70 metri, oltre naturalmente ad auto in fila a un palmo dalla porta di casa.
Raffica di disagi Anche le condizioni del manto stradale sono pessime, tanto che è sufficiente un temporale per trasformare in un lago il tratto in questione su cui circolano in media «circa 750 auto al giorno». Ma non è tutto. Nel dossier inviato al Comune, i residenti scrivono: «Questo sottopasso non rispetta i requisiti tecnici previsti per la sicurezza del traffico e quelli definiti per i pedoni, senza contare che nel caso specifico Ferrovie dello Stato sostiene che sia classificato come passaggio per le acque piovane». E poi: «Due sottopassi ferroviari sono stati costruiti recentemente, ma perché fin da subito non si è provveduto a realizzare anche due accessi per il centro di San Giovanni di Baiano con via Lenin e via Blasioli? Di progetti negli anni ne abbiamo sentiti tanti, ma non abbiamo mai riscontrato la volontà di farlo».
«La strada è nostra, pronti a chiuderla» Da qui all’annuncio di un’imminente chiusura della strada il passo è stato breve anche se dal 18 agosto, data segnata sul dossier, le auto continuano a circolare come sempre. Ma se dalle parole si arrivasse ai fatti, i residenti della zona di via della Cava, via Blasioli e limitrofe sarebbero costretti a percorrere 3 chilometri in più per tornare a casa. A dar voce ai sette residenti sono stati gli esponenti della lista civica Due Mondi, rappresentata in consiglio comunale da Giampaolo Emili, che ha invitato l’amministrazione comunale a «organizzare subito una riunione tra politici e tecnici del Comune, Ferrovie dello Stato e i privati che hanno sollevato il problema, al fine di stabilire definitivamente i diritti di ciascuno e fare quindi un quadro certo della situazione».
Lista 2Mondi: «Giunta convochi le parti, trovare soluzione» Non solo. La forza politica di opposizione, che sulla vicenda ha annunciato una mozione, scrive: «Se risultasse necessario chiudere il sottopassaggio occorrerà mettere allo studio e in progetto opere viarie alternative e di completamento che, effettivamente, mancano a circa 60 anni dalla urbanizzazione della zona. Sarebbe necessario vagliare l’opportunità di stabilire una Zona a traffico limitato a monte del sottopasso, con pochi permessi di transito per i soli residenti, in maniera da abbassare drasticamente il volume di traffico».
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