«Il diritto alla salute non può essere affidato alla carità». Interviene sul progetto Spoleto, città della solidarietà, il sindaco dei pensionati della Cgil che se da una parte salute con favore «tutte le iniziative che possono servire ad aiutare le famiglie in difficoltà», dall’altra «sollecita le aziende sanitarie e la Regione a fare de più per attuare il piano straordinario di contenimento delle liste di attesa».
Visite mediche gratuite In questi giorni ha preso il via l’intervento definito congiuntamente da Comune di Spoleto, Caritas diocesana, Asl Umbria 2 attraverso la disponibilità di 15 medici e realtà associative e private del territorio che permetterà a persone alle prese con gravi difficoltà economiche di accedere a visite mediche specialistiche gratuite. Il progetto di solidarietà, a cui hanno lavorato il sindaco Fabrizio Cardarelli e il vice Maria Elena Bececco, è stato presentato recentemente, raccogliendo nel corso dell’omelia di San Ponziano anche il plauso dell’arcivescovo Renato Boccardo.
Spi-Cgil Tuttavia sulla vicenda Raffaella Chiaranti e Oliviero Capuccini dello Spi-Cgil avanzano una riflessione: «Chi ha perso il lavoro o percepisce pensioni sociali e minimo ha già diritto ad essere esentato dal pagamento del ticket e quindi può avere prestazioni sanitarie gratuite. Allora di cosa si tratta? Pensiamo che le aziende sanitarie e la Regione debbano fare molto di più per attuare il piano straordinario di contenimento delle liste di attesa annunciato e che ancora, per molti accertamenti diagnostici, non sembra vedere i suoi effetti».
«Il diritto alla salute non è carità» Il tiro della sigla sindacale è chiaro: «»Quello che non deve succedere è ipotizzare uno scambio tra diritto alla salute e carità, configurando a un modello sanitario che vede le persone che possono farlo rivolgersi al sistema privato e quindi favorendo sempre di più l’assistenza sanitaria integrativa, che lascia i meno abbienti in balia di attese lunghissime o soluzioni caritatevoli».
