La sede della Vus

di Chia.Fa.

Se tutto filerà liscio nella tarda mattinata di venerdì Vus spa avrà un nuovo presidente. Alla fine, e salvo colpi di scena, alla guida del consiglio di amministrazione (cda) della multiutility a partecipazione pubblica dell’Area vasta siederà Giorgio Dionisi. Nel delicato scacchiere politico, dunque, la città di Spoleto dovrebbe averla spuntata sulla vicina Foligno che però, in termini di poltrone, volgerebbe lo sguardo ai futuri e rivoluzionari assetti societari. Resta, invece, da sciogliere il nodo sulla nomina del direttore generale che dovrebbe arrivare «in tempi relativamente brevi», mentre nel frattempo scoppia la rivolta dei piccoli comuni della Valnerina.

Maurizio Salari terzo consigliere Ad imprimere un’accelerazione alla ricomposizione del cda di Vus spa è stata, indubbiamente, la nomina del terzo consigliere del board. La scelta, dopo un lungo tira e molla politico tra Spoleto e Foligno, è caduta su Maurizio Salari, avvocato ed ex sindaco della città della Quintana. Con un cda al completo la Vus si prepara dunque a nominare, nella seduta convocata per venerdì mattina, il nuovo presidente.

La presidenza a Giorgio Dionisi I giochi, a questo punto, sembrano definitivamente chiusi con Spoleto che, dopo essere rimasta a bocca asciutta per tre mandati, sembra destinata a mettersi alla guida di una delle aziende più importanti del comprensorio. Salvo colpi di scena, dunque, da venerdì mattina il presidente di Vus spa per il prossimo triennio sarà Giorgio Dionisi. Alla conquista di Spoleto, però, non corrisponde necessariamente una rinuncia di Foligno.

Foligno guarda alla newco Vus rifiuti Già, perché la nomina nel cda Vus dell’ex primo cittadino di Foligno, Maurizio Salari, si inserirebbe, ad avviso di molti, in una manovra politica di più ampio respiro. Nonostante una normativa di riferimento in continua evoluzione e le proroghe alle scadenze fissate dal governo Berlusconi, è più che probabile che nella gestione del servizio di igiene urbana si debba fare un po’ di spazio a un privato procedendo, contestualmente, alla creazione della newco Vus rifiuti.

Salari alla guida della newco? Viene da sé che la nuova società a partecipazione mista sarà dotata di un cda e quindi di un presidente. Ed è proprio alla scranno più alto del potente board che gestirà i rifiuti dei 22 comuni dell’Area Vasta che guarderebbe la città della Quintana. Insomma, l’impressione è che Foligno più che essersi fatta da parte, abbia piazzato uno dei suoi uomini migliori nel cda della Vus. Una sorta di avamposto nell’attesa, questo il punto, che gli assetti societari della multiutility vengano stravolti e moltiplicati.

In rivolta i «piccoli» della Valnerina Mentre la politica di Spoleto e Foligno firma l’armistizio sul fronte Vus, nell’Ati3 e va in scena la rivoluzione dei piccoli Comuni della Valnerina niente affatto propensi a confluire in Vus per la gestione rifiuti. Una vera e propria rottura consumatasi tra alcuni municipi della Valnerina e quelli dell’Area Vasta. A capeggiare la rivolta è il sindaco di Scheggino Carlo Valentini che spiega: «I costi che avremmo passando a Vus sarebbero più alti rispetto ad una gestione diretta, presumibilmente almeno del 40%, senza contare il problema del conferimento del personale: è vero che i comuni in questo modo non pagherebbero più gli operatori, ma non incasserebbero più nemmeno gli introiti di Tia o Tarsu. Soprattutto, però, non saremmo più in grado di offrire altri servizi ai cittadini, come avviene ora, visto che gli operai in questione sono polifunzionali». Nelle prossime due settimane i piccoli comuni della Valnerina vaglieranno la normativa vigente per comprendere se effettivamente c’è l’obbligo di una gestione unica del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

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2 replies on “Vus, Spoleto ad un passo dalla presidenza mentre Foligno guarda alla newco Rifiuti. Valnerina in rivolta”

  1. «I costi che avremmo passando a Vus sarebbero più alti rispetto ad una gestione diretta, presumibilmente almeno del 40%” senza contare il problema del conferimento del personale: è vero che i comuni in questo modo non pagherebbero più gli operatori, ma non incasserebbero più nemmeno gli introiti di Tia o Tarsu.

    quello che è successo con i Letturisti Vus non assorbiti, ora in gran parte senza lavoro.

  2. spiegati meglio:
    quello che è successo con l’appalto delle letture dei contatori. se i Letturisti fossero stati assorbiti dalla Vus la spesa sarebbe stata minore rispetto all’importo di 800mila euro dell’appalto. Per un motivo: una buona percentuale va alla fatturazione.

    Ma si sa che l’Italia non è piu fondata sul lavoro e c’è un chiaro disegno politico per far morire di fame la gente.

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