Sito porno (archivio)

di Chiara Fabrizi

Hanno sbattuto la sua faccia e il suo numero di cellulare su un sito porno agganciato a un server rumeno. È stata tartassata di telefonate e sms a dir poco pesanti ad ogni ora del giorno e della notte. E oggi lei, la responsabile della Protezione civile di Spoleto, vittima della brutta vicenda, chiede un risarcimento di 100 mila euro che, se otterrà, verrà interamente devoluto in beneficenza. Il caso è finito giovedì mattina davanti al giudice di pace Liliana Sensini: a rispondere dell’accusa di diffamazione è un giovane di 25 anni, geometra e volontario del gruppo comunale di Prociv.

L’annuncio sul sito porno Per giorni ha ricevuto proposte e inviti dai toni per niente galanti. Chiamate e messaggi da numeri sconosciuti, mai registrati nella sua rubrica. Uomini di ogni le età ma tutti comunque particolarmente desiderosi di incontrarla l’hanno massacrata per dei giorni. Fino a quando proprio una di quelle voci le ha confessato da dove aveva preso il suo numero di cellulare. Un sito porno dove donne di tutte le età e tutte le forme pubblicizzano il loro corpo per venderlo. Tra i mille profili anche il suo, di cui lei naturalmente era ignara, corredato di fotografia, numero di telefono e una breve descrizione per allettare il cliente.

La denuncia e l’indagine È la fine di marzo quando trova la pagina web, la salva e si presenta in commissariato per denunciare agli uomini del vice questore aggiunto Francesca Peppicelli la pessima situazione. Gli uomini della polizia di Spoleto e quelli della postale di Perugia cominciano ad indagare, ma il sito porno è agganciato a un server straniero, rumeno per la precisione. Il pm Roberta Maio, che coordina le indagini, fa partire una rogatoria internazionale e a maggio la polizia rumena consegna a quella spoletina il numero dell’ip da cui è stato caricato il profilo. A stretto giro, si scopre che la connessione è quella di uno studio professionale. La polizia arriva, ma il titolare cade dalle nuvole, si dichiara estraneo ai fatti.

Il giovane volontario Prociv Ma da lì il caricamento del profilo deve comunque essere partito per cui c’è poco scampo. Gli uomini della Peppicelli chiedono dei dipendenti: nello studio legale lavora come geometra un giovane di 25 anni, spoletino e per di più volontario del gruppo comunale della Prociv. Il cerchio è chiuso, tant’è che in poche ore il giovane viene interrogato e alla fine ammette di essere lui l’autore del pessimo gesto.

Il procedimento davanti al giudice di pace Giovedì mattina davanti al giudice di pace Liliana Sensini si è aperto il procedimento per diffamazione a carico del giovane. Pochi minuti in tutto perché la seconda udienza è stata rinviata al 16 febbraio, giorno in cui inizieranno a sfilare gli undici testimoni dell’accusa, poliziotti e agenti della postale che hanno svolto le indagini, ma anche alcuni volontari della Prociv. E saranno le loro parole ad essere particolarmente utili per cercare di capire cosa ha spinto il giovane ad inserire il volto e il numero di telefono della responsabile Prociv in quel sito porno.

100mila euro di risarcimento La parte lesa ha anche avanzato una richiesta di risarcimento danni di 100 mila euro tondi tondi. L’avvocato della vittima, Paolo Feliziani del foro di Spoleto, ha però tenuto a precisare che si tratta di una richiesta simbolica, tanto che l’intenzione della responsabile della Prociv sarebbe quella di donare l’intera somma, nel caso la ottenesse, a qualche associazione di beneficenza.