(foto U24)

di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice

Residui che rischiano di compromettere gli equilibri di bilancio. Riscossione multe e recupero di evasione fiscale sovrastimate. Ma anche voci di spesa corrente coperte con entrate non ripetitive e società partecipate poco controllate. Senza contare la solita ombra della finanza derivata. C’è questo, ma anche molto altro, nella doccia fredda che la Corte dei conti ha servito al Comune in cui «permangono e si consolidano criticità già segnalate».

«A rischio equilibrio di bilancio» Nel mirino è finito il consuntivo 2011, approvato nell’aprile 2012 e recapitato alla Sezione regionale di controllo nel dicembre scorso. A non piacere neanche un po’ sono i residui attivi e passivi relativi a esercizi precedenti al 2007 che l’Ente continua a iscrivere in bilancio, in barba alle ripetute e puntuali ammonizioni registrate negli anni. Una pratica, questa, che per la Corte «rischia di compromettere l’equilibrio di bilancio». Scenario che andrebbe scongiurato attraverso «un’attenta revisione dei residui anche in considerazione del ruolo che gli stessi svolgono nella determinazione del risultato d’esercizio».

Entrate eccezionali per spesa corrente Lascia perplessa, poi, anche la soluzione di coprire la spesa corrente con gli introiti della legge Bucalossi sulle concessioni edilizie. E poco conta che il Comune si affretti a precisare che i 615 mila euro in questione erano già stati incassati: «È un’entrata eccezionale – è la sostanza della replica della Corte – e poco in porta se sia accertata o riscossa, l’entità di questo provento sfugge al controllo dell’Ente che non può incidere su mercato immobiliare”.

Multe Facce scure, invece, davanti alle previsioni di riscossione multe e al recupero dell’evasione fiscale inserite in bilancio dall’Ente. In particolare, sulle sanzioni a inizio 2011 il Comune segnava residui per 1.6 milioni, incassandone a fine anno appena 286mila (17.5%). Soldi, questi, tutti arrivati da verbali elevati tra il 2009 e il 2010, da sanzioni più datate neanche un euro. «La riscossione di ruoli precedenti al 2007 – dice la Corte – è inesistente, per cui la contabilizzazione va commisurata al principio della competenza finanziaria (contestazione con verbale nell’anno), incrementando il Fondo svalutazione crediti».

Recupero evasione fiscale Stessa musica per il recupero dell’evasione, anche se qui i numeri sono più pesanti. Nel 2011 il municipio ha inviato accertamenti per 3.1 milioni, ma a fine anno in cassa risultavano appena 2mila euro (0.07%), mentre dei 4.7 milioni di residui contabilizzati al primo gennaio dello stesso anno ne sono stati incassati 1.2 (26%). Ergo: «Si consolida la criticità nella riscossione». Resta sempre vivamente consigliata la revisione delle posizioni di credito e l’incremento del Fondo svalutazione, ma si aggiunge un monito: «Adoperatevi per formulare previsioni più attendibili». Onde evitare di trovarsi a stoppare in corsa gli investimenti (bretella di Blasioli, uscite intermedie della scala mobile e secondo stralcio del Martorelli-Orsini).

Partecipate Tra le ammonizioni non poteva mancare la gestione delle partecipate. Senza tanti giri di parole la Corte ha sollecitato il Comune a mettere rapidamente le mani sul delicatissimo capitolo: «Non è più rinviabile l’adozione di procedure che regolino il controllo e la governance delle partecipate, considerando gli importanti riflessi che queste società hanno nella gestione complessiva dell’Ente, anche in termini di risorse finanziarie assorbite». La Corte aveva, infatti, chiesto chiarimenti al municipio sulle diverse partecipazioni, ma dal Comune si sono limitati a riferire del risultato d’esercizio del Consorzio sviluppo aree industriale, in rosso per 100 mila euro, e della messa in liquidazione della Progetto ricerca terziario srl. Su Ase, Vus e relative controllate, Farmacie comunali e altro silenzio assoluto.

L’ombra della finanza derivata Restano dense le ombre sullo strumento di finanza derivata (circa 20 milioni) contratto con Banca Intesa: «Occorrono accantonamenti nel caso le condizioni di mercato impongano un’estinzione anticipata». A convincere la Corte solo la mancata stipula di nuovi mutui con l’invito a proseguire sulla stessa strada.

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