di Chia.Fa.
Stavolta l’arcivescovo monsignore Renato Boccardo non ha usato tanti giri di parole per condannare fermamente tanto l’episodio di sesso a scuola quanto la recente apertura del primo sexy shop della città. Sì, perché se il primo monito lanciato in occasione delle celebrazioni di Santa Rita era sembrato ai più piuttosto velato, sabato il presule è andato dritto al punto. Nell’omelia che ha preceduto la cerimonia di inaugurazione della piazzetta dedicata a San Gabriele dell’Addolorata, al secolo Francesco Possenti, l’alto è tornato a ribadire a gran voce un secco «No, alla mercificazione del corpo».
Boccardo: «Adulti decadenti» Insomma, nelle stanze di via Saffi, sede dell’archidiocesi Spoleto-Norcia, le ultime notizie sul fronte del sempre delicato rapporto sesso-giovani non sono proprio andate giù. Tra il singolare quanto allarmante episodio dei due 15enni che in classe davanti ai compagni hanno serenamente consumato un rapporto orale e la recentissima apertura ai piedi del centro storico e a due passi dall’ospedale del sexy shop completamente automatizzato, monsignore Boccardo non ha potuto mancare di sferrare un attacco durissimo: «I giovani sono lo specchio di una generazione decadente di adulti, convinta che al capriccio corrisponda un diritto».
Boccardo: «Alla città servono altri primati» E in questo senso l’alto prelato ha chiesto ai propri fedeli: «Non abbiamo nulla di meglio da offrire ai nostri giovani – ha domandato l’alto prelato – se non la banalizzazione dell’amore e la mercificazione del corpo?». Poi i riferimenti: «È sufficiente leggere i commenti lasciati su internet all’indomani della recente bravata dei due studenti dell’Alberghiero o guardare al negozio di sesso aperto in via Loreto che sarebbe un’esclusiva per l’Umbria, per comprendere che la città ha bisogno di ben altri primati».


Gli adulti saranno anche decadenti, non c’è ombra di dubbio, ma la Chiesa non è che dia il massimo esempio…